Titolo

Scajola, D'Alema e l'etica sottile

8 commenti (espandi tutti)

non siete schierati (in- evitata eheh)  il problema per me non è tanto se l'ammontare dello sconto è superiore a quanto scaiola si è ingenuamente e a sua insaputa fatto pagare da altri o se sia una questione di amicizie con enti previdenziali(su cui ovvio molto ci sarebbe da incassarsi) . Il problema è: una persona che fa politica da quando ha 15 anni (salluti ha definito cosi d'alema, il quale non ha obiettato, il che è una conferma) è morale o no che pigliando pensioni parlamentari e stipendi contemporaneamente per un ammontate di oltre 20'000 euro /mese (o l'equivalente in quel tempo) stia nella casa che poteva essere affittata ad altri soggetti con necessità maggiori? NO. E la difesa "è legale" è una foglia di fico talmente piccola da risultare opportuna solo per Z la formica.

P.s. magari ho ricalcato Boldrin, ma era per puntualizzare ulteriormente

Il problema è: una persona che fa politica da quando ha 15 anni (salluti ha definito cosi d'alema, il quale non ha obiettato, il che è una conferma) è morale o no che pigliando pensioni parlamentari e stipendi contemporaneamente per un ammontate di oltre 20'000 euro /mese (o l'equivalente in quel tempo) stia nella casa che poteva essere affittata ad altri soggetti con necessità maggiori?

Sicuramente no ma la domanda è anche un'altra. Se un ente previdenziale possiede case, come immobili capitalizzati e d'investimento (a equo canone come voleva la legge) che senso ha il fatto che dovendo darli a persone con necessità, possieda queste case in pieno centro di Roma? La collocazione della casa nel centro era uno dei paramerti che faceva alzare l'equo affitto per cui direi che le persone bisognose, se erano veramente tali, non andavano in centro. Li' ci andava chi per motivi di lavoro era legato al centro e sono persone solitamente di alto reddito. Quindi il problema etico, una volta che un ente previdenziale possiede un immobile in centor e vuole affittarlo, per me non si pone. Piuttosto l'assurdità era l'equocanone. E tra l'altro, mancando da un po' ... non so nemmeno se una simile assurdità è ancora in vigore. È stato abolito oppure aggirato con leggine?

Francesco

Quindi, se l'inps (dico a caso) ha degli appartamenti in equo canone -che non sarà l'equo canone di sesto san giovanni  di pontevico- in centro non vi sarebbero possibilità di darli a chi ne ha bisogno o ne ha diritto secondo una scala di merito? uhm strana morale dire " mah sapete, è in centro, voi operai che ve ne fate di una casa in centro? è giusto che chi potrebbe permettersi una casa anche fuori città o acquistata con mutui 20ali possa godere di mega risparmi -in termini reali oltre che percentuali sul reddito, poverino, dopotutto è un parlamentare di uno stato che paga i suoi deputati con gli stipendi piu alti d'europa" ? Tesi smontata anche da esempi di altre città: i quartieri centrali di Brescia come di altre città non sono se non al 60% abitati da notabili. ripeto, in UK i parlamentari si sono dimessi per MOOOOOOOOLTO meno che uno sconto a cui eticamente non avevan diritto

Scusate la pedanteria, ma D'Alema è in politica da prima di nascere. Suo padre era infatti l'on Giuseppe D'Alema, più volte eletto alla camera nelle liste PCI. Se al termina "casta" si vuole attribuire il suo significato letterale, D'Alema ne è un esmpio lampante.

Anche se il comportamento di D'Alema é, anche a mia modesta opinione, immorale non capisco il senso della discussione. Come ci si puo ragionevolmente aspettare che i politici si conformino a qualche regola morale o etica? A quale Etica poi? Ragionando da economista, dove sarebbero gli incentivi? Berlusconi sta alla morale come mia nonna sta al pugilato professionistico, eppure é al terzo mandato da presidente del consiglio ed é amato e stimato dalla gente. Io mi accontenterei di avere dei politici capaci e che rispettino la legge!

Il discorso dovrebbe percio vertere:

-sulla possibilità di introdurre la fattispecie del "traffico di influenze" nel nostro ordinamento

-su come introdurre (dis)incentivi che scoraggino comportamenti indesiderati (nel caso di scajola, a meno che non venga configurato il reato di riciclaggio, tutto verrà prescritto nel giro di un paio d'anni)

P.s. lungi da me difendere la disgraziata classe politica italiana, ma parlare di "casta" al singolare mi sembra riduttivo. L'Italia é piena di caste: notai, avvocati, farmacisti e anche...professori universitari!

Come ci si puo ragionevolmente aspettare che i politici si conformino a qualche regola morale o etica?

A quale Etica poi?

Alla cosiddetta 'morale comune' vigente nel paese in questione. Quella che, ad esempio, negli UK scatena una rivolta collettiva contro i politici rei di essersi comprati uno gnometto da giardino (o, a seconda dei gusti, un video porno) con soldi pubblici.

Ragionando da economista, dove sarebbero gli incentivi?

Nell' essere presi a pedate (elettoralmente parlando) se non ci si conforma alla morale comune.

I politici italiani chiaramente si conformano in generale alla morale comune, perche' i cittadini italiani sono (by and large) assolutamente privi della capacita' di indignazione verso certi (mis)fatti che hanno altri popoli.

Dunque, secondo la morale comune, D'Alema, Scajola & co. hanno comportamenti eticamente accettabili. Almeno dal punto di vista etico, nulla quaestio. I titoloni dei giornali e le dichiarazioni delle parti avverse sono solo clave usate nella lotta politica, non l'espressione di alcun humus morale.

(Il meccanismo elettorale che non consente di scegliere i candidati e' solo una scusa, a mio giudizio).

PS: bel sito, complimenti.

 

 

 


 


Grazie Mario, questo è un ottimo esempio. Lo scandalo dei rimborsi in UK ha provocato un'enorme indignazione e la non-ricandidatura di molti parlamentari. E' utile ricordare che i ''peccati'' degli MP inglesi erano spesso ben più lievi di quelli di Scajola e D'Alema.

E non è che i parlamentari UK non si ricandidano (rectius: non vengono ricandidati dai partiti di appartenenza) perche dotati di una statura morale superiore a quella dei loro colleghi italiani; semplicemente non si ricandidano perchè sono sicuri di non essere rieletti.

Torniamo a Giovanbattista Vico: I governi devono essere conformi alla natura degli uomini governati.