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Scajola, D'Alema e l'etica sottile

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Con la somma degli sconti non si diventa proprietari dell'immobile preso in affitto, ma se ne compra un altro.

o la barca, o il vigneto ... ah, i vizietti chic delle elites formerly-comuniste ...

Seriamente, la difesa di D'Alema è ridicola. L'appartamento NON era un appartamento a caso, ma era di proprietà di enti previdenziali pubblici. Ossia di enti gestiti da sindacalisti e politici. Nel suo caso, come in quello di altri membri della casta (ricordo svariati sindacalisti fra cui Storti e Del Turco, e poi De Mita, Amato, La Malfa, Jotti, Veltroni ... se eri qualcuno in politica avevi il mega apartamento ad equo canone da inps o inpdai) gli enti previdenziali avevano concesso in affitto tali preziosi appartamenti nel centro di Roma in base a criteri del tutto arbitrari. Ed avevano affittato ad equo canone appartamenti che, sul mercato immobiliare, erano impossibili da trovare e sarebbero costati ben altre cifre. La faccia tosta di questi mandarini della sinistra e' unica ...

P.S. Alberto, pensi che Sallusti t'abbia letto giusto prima d'andare a Ballarò?

P.P.S. Il prossimo che se ne esce dicendo che siamo schierati a priori a dx o a sx me lo inculo mangio vivo, giuro!

non siete schierati (in- evitata eheh)  il problema per me non è tanto se l'ammontare dello sconto è superiore a quanto scaiola si è ingenuamente e a sua insaputa fatto pagare da altri o se sia una questione di amicizie con enti previdenziali(su cui ovvio molto ci sarebbe da incassarsi) . Il problema è: una persona che fa politica da quando ha 15 anni (salluti ha definito cosi d'alema, il quale non ha obiettato, il che è una conferma) è morale o no che pigliando pensioni parlamentari e stipendi contemporaneamente per un ammontate di oltre 20'000 euro /mese (o l'equivalente in quel tempo) stia nella casa che poteva essere affittata ad altri soggetti con necessità maggiori? NO. E la difesa "è legale" è una foglia di fico talmente piccola da risultare opportuna solo per Z la formica.

P.s. magari ho ricalcato Boldrin, ma era per puntualizzare ulteriormente

Il problema è: una persona che fa politica da quando ha 15 anni (salluti ha definito cosi d'alema, il quale non ha obiettato, il che è una conferma) è morale o no che pigliando pensioni parlamentari e stipendi contemporaneamente per un ammontate di oltre 20'000 euro /mese (o l'equivalente in quel tempo) stia nella casa che poteva essere affittata ad altri soggetti con necessità maggiori?

Sicuramente no ma la domanda è anche un'altra. Se un ente previdenziale possiede case, come immobili capitalizzati e d'investimento (a equo canone come voleva la legge) che senso ha il fatto che dovendo darli a persone con necessità, possieda queste case in pieno centro di Roma? La collocazione della casa nel centro era uno dei paramerti che faceva alzare l'equo affitto per cui direi che le persone bisognose, se erano veramente tali, non andavano in centro. Li' ci andava chi per motivi di lavoro era legato al centro e sono persone solitamente di alto reddito. Quindi il problema etico, una volta che un ente previdenziale possiede un immobile in centor e vuole affittarlo, per me non si pone. Piuttosto l'assurdità era l'equocanone. E tra l'altro, mancando da un po' ... non so nemmeno se una simile assurdità è ancora in vigore. È stato abolito oppure aggirato con leggine?

Francesco

Quindi, se l'inps (dico a caso) ha degli appartamenti in equo canone -che non sarà l'equo canone di sesto san giovanni  di pontevico- in centro non vi sarebbero possibilità di darli a chi ne ha bisogno o ne ha diritto secondo una scala di merito? uhm strana morale dire " mah sapete, è in centro, voi operai che ve ne fate di una casa in centro? è giusto che chi potrebbe permettersi una casa anche fuori città o acquistata con mutui 20ali possa godere di mega risparmi -in termini reali oltre che percentuali sul reddito, poverino, dopotutto è un parlamentare di uno stato che paga i suoi deputati con gli stipendi piu alti d'europa" ? Tesi smontata anche da esempi di altre città: i quartieri centrali di Brescia come di altre città non sono se non al 60% abitati da notabili. ripeto, in UK i parlamentari si sono dimessi per MOOOOOOOOLTO meno che uno sconto a cui eticamente non avevan diritto

Scusate la pedanteria, ma D'Alema è in politica da prima di nascere. Suo padre era infatti l'on Giuseppe D'Alema, più volte eletto alla camera nelle liste PCI. Se al termina "casta" si vuole attribuire il suo significato letterale, D'Alema ne è un esmpio lampante.

Anche se il comportamento di D'Alema é, anche a mia modesta opinione, immorale non capisco il senso della discussione. Come ci si puo ragionevolmente aspettare che i politici si conformino a qualche regola morale o etica? A quale Etica poi? Ragionando da economista, dove sarebbero gli incentivi? Berlusconi sta alla morale come mia nonna sta al pugilato professionistico, eppure é al terzo mandato da presidente del consiglio ed é amato e stimato dalla gente. Io mi accontenterei di avere dei politici capaci e che rispettino la legge!

Il discorso dovrebbe percio vertere:

-sulla possibilità di introdurre la fattispecie del "traffico di influenze" nel nostro ordinamento

-su come introdurre (dis)incentivi che scoraggino comportamenti indesiderati (nel caso di scajola, a meno che non venga configurato il reato di riciclaggio, tutto verrà prescritto nel giro di un paio d'anni)

P.s. lungi da me difendere la disgraziata classe politica italiana, ma parlare di "casta" al singolare mi sembra riduttivo. L'Italia é piena di caste: notai, avvocati, farmacisti e anche...professori universitari!

Come ci si puo ragionevolmente aspettare che i politici si conformino a qualche regola morale o etica?

A quale Etica poi?

Alla cosiddetta 'morale comune' vigente nel paese in questione. Quella che, ad esempio, negli UK scatena una rivolta collettiva contro i politici rei di essersi comprati uno gnometto da giardino (o, a seconda dei gusti, un video porno) con soldi pubblici.

Ragionando da economista, dove sarebbero gli incentivi?

Nell' essere presi a pedate (elettoralmente parlando) se non ci si conforma alla morale comune.

I politici italiani chiaramente si conformano in generale alla morale comune, perche' i cittadini italiani sono (by and large) assolutamente privi della capacita' di indignazione verso certi (mis)fatti che hanno altri popoli.

Dunque, secondo la morale comune, D'Alema, Scajola & co. hanno comportamenti eticamente accettabili. Almeno dal punto di vista etico, nulla quaestio. I titoloni dei giornali e le dichiarazioni delle parti avverse sono solo clave usate nella lotta politica, non l'espressione di alcun humus morale.

(Il meccanismo elettorale che non consente di scegliere i candidati e' solo una scusa, a mio giudizio).

PS: bel sito, complimenti.

 

 

 


 


Grazie Mario, questo è un ottimo esempio. Lo scandalo dei rimborsi in UK ha provocato un'enorme indignazione e la non-ricandidatura di molti parlamentari. E' utile ricordare che i ''peccati'' degli MP inglesi erano spesso ben più lievi di quelli di Scajola e D'Alema.

E non è che i parlamentari UK non si ricandidano (rectius: non vengono ricandidati dai partiti di appartenenza) perche dotati di una statura morale superiore a quella dei loro colleghi italiani; semplicemente non si ricandidano perchè sono sicuri di non essere rieletti.

Torniamo a Giovanbattista Vico: I governi devono essere conformi alla natura degli uomini governati.

Io sinceramente non capisco D'Alema. Gli é sembrata davvero una buona idea andare a Ballaró a discutere del caso Scajola? Credeva davvero che nessuno gli rinfacciasse la faccenda dei suoi affitti ad equo canone? E se se lo aspettava, non poteva prepararsi una difesa migliore in anticipo, invece di uscire completamente di senno (ha veramente perso la testa!) e mandare in diretta a "farsi fottere" il suo accusatore? Mah, la politica italiana...

ne stavo disquisendo con altri, in uk i parlamentari si son dimessi per moooolto meno, e dalemik e sajola son ancora la (tra l'altro, domanda, scajola è ancora parlamentare, vero?)

Pensavo anche io a questo. E' che D'Alema ha internalizzato la sua difesa. E' una prerogativa della casta anche questa, il sentirsi intoccabili.

Io in realtà mi chiedevo perché il PD fosse così timido nello sfruttare l'affaire Scajola. Era una cosa ovvia su cui l'opposizione doveva andare per la giugulare, come infatti ha fatto IdV (e, senza far clamore, la fronda interna al PdL). Invece il PD era quatto quatto, nessuna mozione di sfiducia, nessuna denuncia dai toni accesi. Mi ero dato tre possibili spiegazioni.

1) Bersani e gli altri erano coscienti dei paralleli tra l'affaire Scajola e affittopoli, quindi hanno evitato di calcar la mano per non turbare i sonni di D'Alema.

2) Il PD aveva paura che una mozione di sfiducia potesse aver successo grazie ai finiani e ad altri del centrodestra che detestano Scajola, portando alle elezioni immediate a cui il PD non è pronto.

3) Generale incompetenza e inettitudine.

La partecipazione di D'Alema a Ballarò tende a escludere il primo motivo. Si fosse reso ben bene conto del parallelo tra le due cose, D'Alema se ne sarebbe stato a casa anziché andare a fare la figura meschina che ha fatto.

La seconda è possibile ma mi pare improbabile. Anche i finiani non sono pronti ad andare alle urne, difficilmente avrebbero causato una dissoluzione del parlamento. Che, comunque, deve sempre passare per Napolitano.

Resta purtroppo la terza ipotesi. Qualcuno ne ha altre?

Resta purtroppo la terza ipotesi. Qualcuno ne ha altre?

concordo con questa aggiunta

Piú che incentrarla su D'Alema, io riscriverei la 1) cosi

1) Bersani e gli altri sono coscienti che l'affare Scajola non é un caso isolato e che ci sono molti casi simili sia a destra che a sinistra.

Se fosse un dilemma del prigioniero entrambe le parti confesserebbero. Ma qui i prigionieri si parlano, eccome se si parlano. E si mettono d'accordo per non confessare (le colpe dell'altro). Scatenare una guerra a rinfacciarsi favori, favoretti, aiutini e aiutoni puó solo portare grossi danni a entrambe le parti. 

Infatti vedi link riportato giú da VincenzoP http://www.lucatelese.it/?p=202

3) Generale incompetenza e inettitudine.

La partecipazione di D'Alema a Ballarò tende a escludere il primo motivo. Si fosse reso ben bene conto del parallelo tra le due cose, D'Alema se ne sarebbe stato a casa anziché andare a fare la figura meschina che ha fatto.

Il fatto è che non capisce di aver fatto una figura da peracottaro. Ed in comune con scajola il gfenio del PD ha anche la convinta opinione che i sudditi siano una manica di imbecilli a cui si può propinare ogni idiozia come fosse vangelo. I quali sudditi, in molti casi, autorizzano ed avallano questa opinione.

Io sinceramente non capisco D'Alema. [...] Mah, la politica italiana...

Figliolo, tu non sei chiaramente familiare con l'arroganza di Massimo D'Alema. Era "sinceramente" indignato: lui si ritiene al di sopra. Sta lì uno dei drammi della sinistra italiana ...

Sta lì uno dei drammi della sinistra italiana

 E purtroppo nel resto del panorama politico italiano. Indro Montanelli ci ammoniva dicendo "il problema principale è che Berlusconi è intimamente convinto di quello che dice. Sono i più pericolosi..."

E' il primato della politica, baby!

No, no, l'articolo del Corriere da cui ho preso la cosa riferisce di Sallusti. Non viceversa.

Boldrin è comunista

Boldrin è comunista

Boldrin è comunista

Lo so che questo è un sito serio ma l'ultimo pps di Boldrin mi ha fatto venir voglia di scrivere ste c...te

Perdono :-)