Titolo

Scajola, D'Alema e l'etica sottile

5 commenti (espandi tutti)

Dunque, per te affittare un immobile ad equo canone equivale a diventare proprietario di un immobile.

Spero di aver frainteso.

 

E non si dica, come giustificazione, che quello di D'Alema era un affitto: uno sostanziale sconto sull'affitto per 10 o 20 anni non vale molto meno di un contributo all'acquisto come quello ricevuto da Scajola.

 

Lo sconto dove sarebbe, esattamente? Tu hai una legge che dice che l'appartamento X di tot mq deve pagare Y e D'alema pagava Y. Lo sconto dov'è?

Sta nel fatto che appartamenti di tipo X non si trovavano sul mercato se non a prezzo molto più alto (3Y), che veniva pagato con una serie di "sotterfugi" formalmente illegali ma in pratica ampiamente tollerati. L'offerta di appartamenti  di tipo X ad equo canone (prezzo Y) era strettamente razionata - in pratica solo a persone con accesso a reti di relazioni particolari, in primo luogo politici di  ogni partito. Tali persone quindi godevano di uno sconto rispetto al resto della popolazione

Lo sconto dove sarebbe, esattamente? Tu hai una legge che dice che l'appartamento X di tot mq deve pagare Y e D'alema pagava Y. Lo sconto dov'è?

Nel fatto che a un comune mortale col cavolo che l'appartamento X e' offerto in affitto in equo canone!

Il problema di leggi che distorcono platealmente il mercato, come appunto era l'equo canone, e' che vengono ignorate, alimentando una cultura di illegalita' che discredita lo stato di diritto e mitridatizza gli elettori verso le ladrerie di chi sta al potere. Un problema che in Italia non e' recente, dato che gia' Dante aveva capito l'andazzo:

Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?
Nullo, però che 'l pastor che procede,

rugumar può, ma non ha l'unghie fesse;
per che la gente, che sua guida vede
pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta,
     
di quel si pasce, e più oltre non chiede.

Uno stock (il valore dell'appartamento) e' la somma di una serie di flussi (gli sconti sull'affitto). Con la somma degli sconti non si diventa proprietari dell'immobile preso in affitto, ma se ne compra un altro. L'aritmetica, l'aritmetica. 

La difesa legalista di D'Alema e' inaccettabile per le ragioni di cui dicono Giovanni ed Enzo: se l'affitto e' Y per legge, ma appartamenti a Y non si trovano, l'affitto e' solo nozionale,  e nei fatti l'averlo e' un privilegio che ha un valore, in quel caso enorme (mi pare di ricordare che le stime del tempo fossero che l'affitto di mercato fosse 10Y - ma potrei sbagliare - certo la differenza era enorme tanto da aver generato un grosso scandalo).

Ma come si fa a sostenere una roba del genere? 

 

 

Uno stock (il valore dell'appartamento) e' la somma di una serie di flussi (gli sconti sull'affitto). Con la somma degli sconti non si diventa proprietari dell'immobile preso in affitto, ma se ne compra un altro. L'aritmetica, l'aritmetica.

 

Sì, si era capito. a te interessa lo sconto e cosa si può ottenere col risparmio. Nient'altro. Che lo "sconto" arrivi in forza di una legge di stato e che quella legge non sia stata concepita per la classe politica in generale o  D'alema in particolare per te è del tutto irrilevante.

Il ragionamento di Alberto Bisin è questo: io ho un reddito 100, l'immobile ha un affitto di mercato di 40 e di equo canone 10. Considerato lo sconto di 30 e una vita media di 140 anni, l'equo canone equivale alla proprietà dell'immobile.

Possiamo pure continuare col "giochetto", perché no?

D'alema come parlamentare dispone di una tessera per viaggiare gratis in aereo, ok?

Considerato lo sconto del biglietto aereo di mercato e una vita media di 800 anni, la tessera parlamentare equivale ad avere l'aereo personale.

La difesa legalista di D'Alema e' inaccettabile per le ragioni di cui dicono Giovanni ed Enzo: se l'affitto e' Y per legge, ma appartamenti a Y non si trovano, l'affitto e' solo nozionale,

Certamente, gli appartamenti a Y non si trovano. Durante e dopo D'alema, nessuno, in tutta Italia, ha più trovato un appartamento ad equo canone.