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Goldman Sachs sotto accusa

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amadeus 15/3/2012 - 15:08

La tecnologia del settore e' tale che dovrebbero esserci centinaia di banche. Non c'e' alcun rendimento crescente passata una certa dimensione. Invece abbiamo permesso la creazione di una dozzina circa di giganti mondiali fra i quali GS spicca ma non e' certo la peggiore. Non credo che la legislazione nuova cambi questa situazione perche' introduce controlli, controlli e controlli, non forza concorrenza ne' riduzioni di dimensione. E questa e' la chiave.

Nel commercial banking probabilmente le economie di scala e le dimensioni minime  sono più basse rispetto all'investment banking. Tuttavia non c'è dubbio che le dimensioni attuali sono tutt'altro che necessarie. Qualcuno sostiene che le grandi banche sono la necessaria controparte delle grandi società multinazionali. Tout se tien: le une sono l'utile sostegno delle altre.

Per quanto riguarda il ruolo dei regulator direi che in astratto se le banche centrali sono i prestatori di ultima istanza non è privo di senso concedergli la possibilità di ficcare il naso negli affari delle banche commerciali. E' fuori di dubbio che il sistema attuale così come è congegnato crea evidenti e rilevanti incentivi perversi e 'cattura' dei regulators. Moltiplicare i controlli non risolve i problemi.

 

Tra le cause dell'attuale situazione io metterei anche la struttura e le modalità di funzionamento del mercato azionario (di cui, guarda caso, le banche d'investimento sono i dominus incontrastati). Mi sembra chiaro che la possibilità di finanziare una acquisizione 'pagando' con azioni proprie abbia ridotto e riduca enormemente l'accountability dei manager che non sono costretti a trovare i soldi per pagare attraverso aumenti di capitale a pagamento oppure chiedendoli alle banche commerciali. Naturalmente questo deriva dal fatto che nessuno dispone di informazione 'completa' e i prezzi che si formano sui mercati borsistici sono il frutto di valutazioni sommarie e parziali, anche perchè i bilanci delle società diventano sempre più complessi (complessità e dimensioni vanno a braccetto). In un simile contesto non può sorprendere che le investment banks possano avere una influenza non trascurabile sui mercati e che cerchino di sfruttare tale influenza a proprio vantaggio.

Il problema di fondo comunque mi sembra sempre quello: tanto più 'il sistema' consente di fare affari con i soldi altrui tanto più il sistema rischia di degenerare. Lo avevano capito qualche secolo fa quelli che mettevano in guardia dai rischi della 'responsabilità limitata' (Adam Smith in testa). Alla fine anche i LLoyds si sono adeguati e GS non è più una partnership (che però non è la stessa cosa): viviamo in una società a responsabilità limitata. 

viviamo in una società a responsabilità limitata.

Non è proprio esatto. Alcuni godono del diritto di non ripagare in toto i prorpi debiti e qualcun altro non si vede restituiti i propri risparmi.  La società nel suo complesso è a responsabilità illimitata: c'è sempre qualcuno che deve pagare il pranzo; non sempre chi paga ha mangiato.

Precisazione

amadeus 15/3/2012 - 17:29

Viviamo in una società fondata sull'istituto economico e politico della responsabilità limitata, cioè su una finzione, perchè qualcuno alla fine deve pagare il conto.