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Goldman Sachs sotto accusa

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Hai perfettamente ragione.

Il mio "troppo" credito e' riferito al livello di credito che ci sarebbe stato senza le distorsioni della FED con le sue politiche di tassi bassi, ovvero rispetto al credito offerto dal mercato in equlibrio.

Sparo numeri: se i tassi di mercato in equilibrio sarebbero dovuti essere 3% con un livello di credito di $200B, le politiche della FED hanno distorto il mercato e hanno imposto tassi all'1% con un credito quindi gonfiato a $600B (se una cosa costa meno ne compro di piu!!). L'eccesso di credito 600-200=400 e' finito tutto a gonfiare i prezzi delle case.

Quando il mercato si e' accorto della stortura, la gente ha smesso di comprare case e i prezzi sono crollati. Il resto e' storia. Ma sono fermamente convinto che sia stato l'effetto distorsivo della FED a generare la crisi.

Si, certo, Gabriele: sono stato frettoloso a non averci pensato.

Se il danaro costa troppo poco, tutti corrono a farsene prestare per usarlo dove promette di rendere di più. O, anche, semplicemente pensano "ho bisogno di una casa: questo è il momento giusto per acquistarne una". Se tutti chiedono immobili, la domanda crescente ne fa salire il prezzo. E naturalmente molti sono invogliati a comprare prima che i prezzi salgano ancora.

Le banche, mi par di capire,  hanno nel frattempo emesso MBS, CDO & affini per avere altro "cache" disponibile (?).

I mutui erano garantiti da ipoteche su beni  che in prospettiva promettevano di dare garanzie più sostanziose di quelle presenti (come evidenzia l'articolo di Andrea Moro "Il caso SEC-GS spiegato al pubblico") e  di qui la previsione, per molti, di poterli rinegoziare a breve. Il presupposto, dunque,  mi sembra che fosse: l'aumento del valore degli immobili proseguirà nel tempo. L'inverso è stato, mi pare,  il calcolo di Paulson: se la spinta cessa di aumentare (senza nemmeno diventare negativa) i prezzi delle case smettono di crescere, i mutui non si rinegoziano e il castello crolla.

Mi pare di capire che, per il crollo, sarebbe bastata anche solo l'ipotesi che se prima c'erano X richieste a fronte di Y alloggi disponibili, ora le richiesta avrebbero anche potuto continuare ad esserci, ma per il crollo sarebbe bastato un livello di "pressione" insufficiente. Penso, intuitivamente, a uno che gonfia un grosso pallone con la bocca: non basta che soffi aria, ma  occorre che eserciti una pressione sempre leggermente superiore a quella (crescente) interna al pallone, altrimenti o il pallonaio a un certo punto continuerà a soffiare invano, ma il pallone non si gonfierà ulteriormente, o, peggio, l'aria di ritorno dal pallone gonfierà lui :)

Molto affascinante, devo dire. Anche perché, paradossalmente, mi pare che chi per caso avesse avuto bisogno di una casa, avrebbe potuto ottenerla alle condizioni migliori possibili dopo il tonfo generale.

Bye,

G.

PS: mi si passino, cortesemente, metafore così figurate, ma la visualizzazione è il "vizio" che mi dà da vivere :)