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Goldman Sachs sotto accusa

15 commenti (espandi tutti)

Sono “un muratore che ha studiato un po' di latino”, per dirla con Adolf Loos, quindi non ne capisco. L'argomento, però, mi interessa perché pare proprio che dentro ci stiamo tutti, chi più chi meno. Alcune domande mi pare giusto porsele indipendentemente dal fatto che ammettano o no delle risposte.

1. se compro un'auto usata e il rivenditore, pur sapendolo, non mi dice che il pianale è storto a seguito di un grave incidente, o che beve come un cammello non perché quel modello è così ma perché è stato mal rifatto il motore, non c'è necessariamente frode, ma vizio occulto si. Vizio non immediatamente rilevabile pur con tutta la diligenza che io acquirente ho l'obbligo di esercitare. In tutti i contratti è così, che riguardino beni materiali o no. E' vero che IKB è un acquirente esperto; anche un meccanico lo è, ma non si può, evidentemente, pensare di smontare pezzo a pezzo un'auto prima di comperarla: c'è un rapporto di fiducia verso il venditore che però, se disatteso, comporta l'annullamento del contratto e sanzioni per chi ha venduto il bene difettoso facendo finta che non lo fosse. Idem per chi ha eventualmente offerto "garanzie". Per Moody's &c. non vale? Se vendo delle CDO fra le quali ci sono certamente obbligazioni deboli, e l'acquirente in genere lo sa, bene; ma se dichiaro che è così mentre so che sono tutte deboli o tutte ad altissimo rischio, mi pare proprio un altro paio di maniche. O no?

2. rischio: e certo, tutti scommettiamo e rischiamo almeno 10 volte al giorno. Ma i rischi, entro certi limiti, si calcolano, si quantificano. Qual è il confine tra rischio e azzardo? E, se c'è, io che intendo rischiare ma non commettere un azzardo, se ben informato posso cautelarmi. Nel senso che, a grandi linee, non sono disposto a rischiare più di tanto. Poi, certo, tutto può succedere e anche l'acquisto più “sicuro” può trasformarsi in una disfatta. Proprio per questo, nell'incertezza si cerca di avere un'idea del rischio. Il libero mercato mi pare che abbia come presupposto anche una corretta informazione. O sbaglio?

Per stare sul mio terreno, insomma, sia chiaro: non esiste “l'edificio antisismico”. Esiste, al più, l'edificio che, compatibilmente con le condizioni date e con la probabilità che si verifichino eventi eccezionali, pur danneggiandosi, se tutto va bene consente alle persone di mettersi in salvo. Ma c'è sempre, almeno in linea teorica, l'evento capace di demolire anche il più solido e ben fatto degli edifici. Dunque, certezze non ce ne sono. Il mio compito è cercare di ridurre i rischi in termini statistico-probabilistici. Poi capita come in Irpinia nel 1980, dove proprio gli edifici teoricamente più sicuri, stando alle norme, quella volta sono stati i primi ad andare in crisi perché gli accelerogrammi attestano che fu un andamento qualitativamente anomalo. E' un argomento noioso e non mi dilungo.

Ma se realizzo una struttura “azzardata” senza ragione o necessità e quella casca anche in parte e fa non morti ma solo feriti e danni, io vado dritto dritto “al gabbio”, come dicono a Roma: non per il rischio ma per temerarietà professionale. E' antiliberale il fatto che io non possa fare tutto ciò che mi frulla per la testa o che la fantasia mi suggerisce, ma che ho delle responsabilità personali che sono la stessa, identica cosa della mia libertà individuale? E' una domanda.

Ora: GS ha probabilmente mollato la “sola” (quella romanesca: fregatura o “bufala”) ai tedeschi. Bene: in sede giudiziale si accerteranno le cose, spero. Quello che affascina in queste situazioni è proprio che sono “al limite” e i limiti si spostano: fa parte della vita e alla fine, se impariamo qualcosa, lo dobbiamo a satanassi come Paulson e GS, non certo a degli angioletti innocenti: la santità è sterile.

3. però (ultima domanda) se faccio una cazzata e c'è gente che finisce solo al pronto soccorso, io vado in galera e probabilmente sono finito professionalmente. I danni, certo, si spera li paghi un'assicurazione. Perché, quando l'azzardo lo fanno certi signori, i contribuenti e le economie di tutto il mondo, o quasi, pagano il conto? Insomma: contribuiamo a pagare il conto salato, ma non per questo Paulson divide gli utili con terzi. O sbaglio? A un “muratore che ha studiato un po' di latino” resta un po' ostico da far capire :)

Grazie a chi vorrà dire la sua,

G.C.

Giannino le tue sono domande pertinenti. Lasciamo perdere Loos, pero', altrimenti mi sento obbligato a sentirmi un latinista che prende in mano la cazzuola. Sono cresciuto pensando che latino e calce sono allo stesso piano, con un cugino, tanto per fare un esempio, che per lungo tempo fu incerto se "da grande" voleva fare l'italianista o l'idraulico :-)

1. Questo e' esattamente il punto. Con l'aggiunta che GS era tenuta per legge a non celare informazioni rilevanti.

2. In realta' e' la stessa domanda del punto 1, solo piu' articolata, o sbaglio? Solo un piccolissimo appunto: Paulson non lo definirei satanasso (ne' come hanno fatto alcuni, un mago della finanza). E' solo una persona che ha capito, al momento giusto, che i mutui che venivano dati a destra e manca venivano dati senza criterio, ed ha fatto una scommessa. Questa, peraltro, e' l'unica scommessa davvero vincente della sua vita. Prima era un buon gestore di fondi, ora e' pieno di soldi (ma veramente pieno) proprio grazie a quella singola scommessa. Per trovare qualcuno che prendesse l'altro lato della scommessa, GS ha di fatto intorpidito le acque.

3. Qui mi sembra tu stia confondendo due diversi piani: quello specifico del caso (e chissa' che i manager di GS imputati non finiscano al gabbio!) e quello ben piu' generale degli aiuti statali per uscire (?!) dalla crisi. Se gli aiuti non ci fossero stati, il conto che avremmo pagato sarebbe stato ben piu' salato. Un paragone puo' essere pensare ai postumi della crisi del 29, che vanno dalla morte della sterlina (prima del 29 era la moneta di scambio internazionale, come il dollaro oggi), alla seconda guerra mondiale (forse esagero, cerco solo di essere un po' iperbolico).

Loos lo cito perché la definizione è sua e mi piace, ma non è mia.

"Satanasso" a Paulson lo dicevo con un sorriso di simpatia, non in senso moralistico-demonizzante. Anche tra i figli, in genere amiamo più i "diavoletti" dei paciocconi che si lasciano fare di tutto. Forse non era chiaro,  ma non vedo affatto in Paulson il "colpevole" dell'accaduto.

Si: i punti 1. e 2. hanno tratti comuni, ma il primo riguarda il "consenso informato" (per mutuare un termine alla medicina) e il vizio occulto, che non necessariamente postula "azzardo". Il secondo voleva più specificamente domandarsi quanto labile è il confine tra "rischio" e "azzardo", ergo → 3 chi azzarda può far danni a tutti proprio perché -non so se è così- probabilmente è vero che i salvataggi con danaro pubblico servono ad evitare danni peggiori. Per questo esistono organismi come SEC e CONSOB, mi pare: per prevenire, nei limiti del possibile, azzardi che pagheremmo inevitabilmente tutti per limitare i danni. O sbaglio?

Sullla crisi del '29, per il poco che posso capirne, la letteratura è sconfinata circa quanto quella sulla "questione meridionale", ma mi pare proprio che da allora una serie di operazioni borsistiche siano interdette in tutto il mondo.

Domanda: non so della morte della sterlina; cmq, dopo la crisi del '29 a una a una mi pare che le monete internazionali si sganciarono dalla parità aurea, tranne il dollaro. Fu questo che rese possibile, per es., la ricostruzione post-bellica avendo come moneta di riferimento l'US-$ e il debito americano come supporto? E anche il costosissimo e debitosissimo "welfare" di Harold Wilson, che mi pare fosse già allora contrario al MEC, fu possibile grazie a questo? 

Grazie :)

 

 

La sterlina morì e la Gran Bretagna ando' in default nel settembre 1931 quando fu costretta a riunciare alla parità aurea dell'ante guerra. Nota che la crisi del 1929 fu proprio dovuta al tentativo di Stati Uniti e Gran Bretagna di consentire quella inostsenibile parità. Visto che per la Gran Bretagna la deflazione non era politicamente sostenibile, gli USA si impegnarono a inflazionare il dollaro per evitare che l'oro arrivasse a casa loro

Se poi credi che è spossibile fare "welfare" stampando moneta dal nulla allora ti faccio i miei migliori auguri ....

phileas scrive:

Se poi credi che è spossibile fare "welfare" stampando moneta dal nulla allora ti faccio i miei migliori auguri ....

No, non credo nulla. Ho fatto una domanda su chi e come pagava il costoso (per quanto ne so) welfare di Harold Wilson, non un'affermazione :)

Capisco benissimo che gli addetti ai lavori leggano molte implicazioni "tra" le righe, ma, ripeto, questo non è il mio terreno. Cosa che può comportare qualche disguido comunicativo, me ne rendo conto. Ma cerco solo di farmi un'idea molto sommaria, se mai fosse possibile, del perché siamo un po' tutti col sedere più vicino all'asfalto di un paio di anni fa :)

Grazie, cmq.: auguri inclusi :)

 

3. però (ultima domanda) se faccio una cazzata e c'è gente che finisce solo al pronto soccorso, io vado in galera e probabilmente sono finito professionalmente. I danni, certo, si spera li paghi un'assicurazione. Perché, quando l'azzardo lo fanno certi signori, i contribuenti e le economie di tutto il mondo, o quasi, pagano il conto? Insomma: contribuiamo a pagare il conto salato, ma non per questo Paulson divide gli utili con terzi. O sbaglio? A un “muratore che ha studiato un po' di latino” resta un po' ostico da far capire :)

Chi detiene il potere gode sempre di una "put option". Forse l'idea della spada di Damocle non era poi così malvagia... 

Amadeus, scrivi:

Chi detiene il potere gode sempre di una "put option". Forse l'idea della spada di Damocle non era poi così malvagia...

aprendo un tema immenso. Direi quasi un gorgo ... :)

1. Lei dice "Se vendo delle CDO fra le quali ci sono certamente obbligazioni deboli, e l'acquirente in genere lo sa, bene; ma se dichiaro che è così mentre so che sono tutte deboli o tutte ad altissimo rischio, mi pare proprio un altro paio di maniche."

Infatti IKB sapeva che c'erano obbligazioni deboli. L'intero mercato subprime e' un mercato ad alto rischio.

2. In finanza vale un principio facile facile: piu rischio = piu rendimento. Il CDO aveva un elevato livello di rischio grazie al quale IKB sperava di ottenere un elevato rendimento. Il concetto di "azzardo" andrebbe meglio specificato perche' altrimenti e' assolutamente fuori luogo.

3. Le operazioni di Goldman Sachs hanno avuto effetti solo tra le parti. Le cause della recessione economica non sono nemmeno lontanamente collegate con l'attivita' di securitization di GS o del resto di Wall St.

Gabriele scrive:

IKB sapeva che c'erano obbligazioni deboli. L'intero mercato subprime e' un mercato ad alto rischio.

dunque, mi pare di capire, ci sono due scuole di pensiero: 1. GS ha mollato la "sola" al pollo IKB (più o meno); 2. IKB sapeva perfettamente di candidarsi a pollo e l'ha fatto consapevolmente (non comprendo la convenienza del pollo: s.v.v. [se va, va] o altro? va be': è solo un inciso); ora che la candidatura è andata a buon fine, il neo-eletto pollo afferma comunque di essere la vittima inconsapevolmente prescelta. Sulle 2 scuole, ovviamente, sospendo il giudizio.

Poi:

In finanza vale un principio facile facile: piu rischio = piu rendimento.

fin qui ci arrivo persino io. Del resto, mi pare che il Totocalcio paghi cifre da tombolata natalizia in famiglia, rispetto a quelle del Superenalotto, per il semplice motivo che nel primo ci sono poco meno di 5 milioni di combinazioni possibili, nel secondo circa 623 milioni, quindi (sempre a spanne) 125 volte quelle del Totocalcio. Quindi diciamo che se un Euro "investito" nel primo modo è perso, nel secondo è perso al cubo :)

3. ho capito bene? La crisi economica globale a.) non ha nulla da spartire con la crisi GS o, b.),  non ha nulla a che fare con la crisi finanziaria tout court ? Se la risposta è b., da un certo punto di vista la cosa mi consola :)

Grazie :)

 

PS: ovviamente, con "combinazioni vincenti" intendevo quelle per il 1° premio in ambo i casi.

dunque, mi pare di capire, ci sono due scuole di pensiero: 1. GS ha mollato la "sola" al pollo IKB (più o meno); 2. IKB sapeva perfettamente di candidarsi a pollo e l'ha fatto consapevolmente (non comprendo la convenienza del pollo: s.v.v. [se va, va] o altro? va be': è solo un inciso);

La convenienza, o almeno l'irresponsabile spensieratezza, esiste perche': A) se va, ci si intasca i bonus, e B) se non va, il salvataggio e' pagato dal contribuente! Infatti la mia opinione e' un po' diversa dalle due che hai citato: per me e' OK se Cappuccetto Rosso vuole andare nel bosco; basta pero' poi che i cacciatori che la estraggono dalle viscere del lupo cattivo non vengano a presentare a me la loro parcella... Se si pensa che questo e' inevitabile perche' Cappuccetto Rosso e' di importanza sistemica, be', allora che se ne stia ben rinchiusa in casa.

Scrive Enzo Michelangeli:

La convenienza, o almeno l'irresponsabile spensieratezza, esiste perche': A) se va, ci si intasca i bonus, e B) se non va, il salvataggio e' pagato dal contribuente!

si, a pelle questa è anche la mia impressione. Che tra Lupo, Cappuccetto Rosso e Cacciatore, il conto lo sta pagando la Nonna; vale a dire, il contribuente.

1) Si io riscriverei la seconda teria cosi:

"2. IKB sapeva perfettamente A QUALI RISCHI ANDAVA IN CONTRO e l'ha fatto consapevolmente"

IKB afferma di essere stata vittima perche' gli conviene. Se le cose vanno come sembrano andare, IKB potrebbe addirittura essere risarcita. Quindi ha tutti gli interessi a dire di essere stata fregata.

2) L'esempio del Totocalcio puo' essere utile per capire la logica ma nasconde un insidia: i mercati finanziari NON SONO scommesse. Investire non significa piazzare delle scommesse e pregare che vada bene. Questo e' un concetto molto ingenuo della finanza.

3) Scusami, mi sono espresso male. La crisi economica ha radici nell'eccesso di credito e di liquidita' generato da politiche monetarie troppo lasse. La crisi finanziaria e' una conseguenza. L'attivita' di GS e' tra le vittime della crisi non la causa!!

molto chiaro, Gabriele. L'esempio (decisamente rudimentale, non ho difficoltà ad ammetterlo) di Totocalcio e Superenalotto non voleva certo far apparire banale la finanza, ma solo evidenziare che sembra naturale, in linea di massima, che maggior remuneratività postuli maggior rischio. Scrivi:

La crisi economica ha radici nell'eccesso di credito e di liquidita' generato da politiche monetarie troppo lasse. La crisi finanziaria e' una conseguenza. L'attivita' di GS e' tra le vittime della crisi non la causa!!

Dunque tassi troppo bassi, prestiti e mutui facili ? Confesso, però,  che quando sento il termine "eccesso" mi aspetto che sia seguito da uno tipo  "rispetto a ...". Ma forse è una mia deformazione. Che so: "6 cm di isolante sono eccessivi: in questa parete, 4 bastano e avanzano" o "la spesa prevista per queste decorazioni è alta, mentre andiamo troppo al pelo con le strutture" ecc. :)

 

Hai perfettamente ragione.

Il mio "troppo" credito e' riferito al livello di credito che ci sarebbe stato senza le distorsioni della FED con le sue politiche di tassi bassi, ovvero rispetto al credito offerto dal mercato in equlibrio.

Sparo numeri: se i tassi di mercato in equilibrio sarebbero dovuti essere 3% con un livello di credito di $200B, le politiche della FED hanno distorto il mercato e hanno imposto tassi all'1% con un credito quindi gonfiato a $600B (se una cosa costa meno ne compro di piu!!). L'eccesso di credito 600-200=400 e' finito tutto a gonfiare i prezzi delle case.

Quando il mercato si e' accorto della stortura, la gente ha smesso di comprare case e i prezzi sono crollati. Il resto e' storia. Ma sono fermamente convinto che sia stato l'effetto distorsivo della FED a generare la crisi.

Si, certo, Gabriele: sono stato frettoloso a non averci pensato.

Se il danaro costa troppo poco, tutti corrono a farsene prestare per usarlo dove promette di rendere di più. O, anche, semplicemente pensano "ho bisogno di una casa: questo è il momento giusto per acquistarne una". Se tutti chiedono immobili, la domanda crescente ne fa salire il prezzo. E naturalmente molti sono invogliati a comprare prima che i prezzi salgano ancora.

Le banche, mi par di capire,  hanno nel frattempo emesso MBS, CDO & affini per avere altro "cache" disponibile (?).

I mutui erano garantiti da ipoteche su beni  che in prospettiva promettevano di dare garanzie più sostanziose di quelle presenti (come evidenzia l'articolo di Andrea Moro "Il caso SEC-GS spiegato al pubblico") e  di qui la previsione, per molti, di poterli rinegoziare a breve. Il presupposto, dunque,  mi sembra che fosse: l'aumento del valore degli immobili proseguirà nel tempo. L'inverso è stato, mi pare,  il calcolo di Paulson: se la spinta cessa di aumentare (senza nemmeno diventare negativa) i prezzi delle case smettono di crescere, i mutui non si rinegoziano e il castello crolla.

Mi pare di capire che, per il crollo, sarebbe bastata anche solo l'ipotesi che se prima c'erano X richieste a fronte di Y alloggi disponibili, ora le richiesta avrebbero anche potuto continuare ad esserci, ma per il crollo sarebbe bastato un livello di "pressione" insufficiente. Penso, intuitivamente, a uno che gonfia un grosso pallone con la bocca: non basta che soffi aria, ma  occorre che eserciti una pressione sempre leggermente superiore a quella (crescente) interna al pallone, altrimenti o il pallonaio a un certo punto continuerà a soffiare invano, ma il pallone non si gonfierà ulteriormente, o, peggio, l'aria di ritorno dal pallone gonfierà lui :)

Molto affascinante, devo dire. Anche perché, paradossalmente, mi pare che chi per caso avesse avuto bisogno di una casa, avrebbe potuto ottenerla alle condizioni migliori possibili dopo il tonfo generale.

Bye,

G.

PS: mi si passino, cortesemente, metafore così figurate, ma la visualizzazione è il "vizio" che mi dà da vivere :)