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I fu PIGS

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La mancanza di risposte a questi ultimi due quesiti non costituisce giustificazione alcuna per continuare a vendere al mondo, come credibili, delle previsioni che sono solo il prodotto di un misto d'ignoranza ed arroganza coperte da formulette vuote. Non c'è niente di male a dire "non so".

Vabbe', ma chi e' che fa cio'? A me pare che la grande maggioranza dei papers in circolazione non faccia alcun claim di chiaroveggenza: anzi, spesso sono formulati in un linguaggio astratto e incomprensibile ai non addetti ai lavori, e chi e' in grado di leggerli dovrebbe essere gia' vaccinato dalla familiarita' con le limitazioni implicite in ogni modellizzazione. Per dirne una, non mi risulta che nessuno abbia mai sostenuto l'equivalenza tra "Granger causality" e vera causalita'.

La situazione e' in realta' peggiore col la popolarizzazione di altre scienze, come la cosmologia o, in tempi recenti, la climatologia (nel qual caso sono anche in gioco interessi politici, economici e personali a orientare opportunamente l'opinione pubblica). Google riporta quasi un milione e mezzo di hits per la nefasta frase "scientists say" (in genere accoppiata a una proposizione subordinata imperniata su "may" o, peggio, "might")...

Lasciando perdere i poveri climatologi (che hanno gia' le loro gatte da pelare)... cosa c'entrano i cosmologi?

Tra l'altro la cosmologia e' una delle poche discipline che praticamente non si occupano di previsioni future, pur avendo una buona parte degli strumenti per farlo...

Lasciando perdere i poveri climatologi (che hanno gia' le loro gatte da pelare)... cosa c'entrano i cosmologi?

Tra l'altro la cosmologia e' una delle poche discipline che praticamente non si occupano di previsioni future, pur avendo una buona parte degli strumenti per farlo...

Non parlavo della parte predittiva, ma dell'uso tentativo di modelli quantitativi anche quando essi hanno ben note limitazioni (per dirne una, il fatto che il 95.4% di massa dell'universo prevista dai modelli correnti manchi all'appello e sia provvisoriamente attribuita a "dark matter" e "dark energy" di natura ancora ignota). Non c'e' nulla di male in questo, ma il fatto che l'uso sia tentativo e manchino ancora parecchie parti al puzzle va di solito perso nelle popolarizzazioni presentate il grosso pubblico. Se questo non crea scandali e' solo perche' nessuno perde quattrini da questi equivoci, come invece accade quando si prendono troppo alla lettera i modelli delle scienze economiche.