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No al rigassificatore

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Beh, se a pagare NON fossero i siti scartati; o meglio che si sono fatti scartare facendo richieste alte, tutti sarebbero incentivati a presentare richieste elevatissime cosí da essere sicuri di non essere prescelti. Di conseguenza il presunto proprietario dell'impianto, di fronte alla prospettiva di sborsare una cifra astronomica, semplicemente non lo costruirebbe.

In pratica si torna al punto di partenza: non si costruisce niente da nessuna parte. Ora se l'impianto in realtà non serve, allora è inutile costruirlo e non ha senso cercare di stabilire dove. Se invece serve, non è giusto aumentarne a dismisura i costi.

In altre parole dal punto di vista logico il "se" deve precedere il "dove".

Beh, se a pagare NON fossero i siti scartati; o meglio che si sono fatti scartare facendo richieste alte, tutti sarebbero incentivati a presentare richieste elevatissime cosí da essere sicuri di non essere prescelti. Di conseguenza il presunto proprietario dell'impianto, di fronte alla prospettiva di sborsare una cifra astronomica, semplicemente non lo costruirebbe.

Mica contesto questo. Semplicemente, dico che la soluzione proposta ha in questo punto un difetto, che trovo (preferenza personale) abbastanza serio

Ora se l'impianto in realtà non serve, allora è inutile costruirlo e non ha senso cercare di stabilire dove. Se invece serve, non è giusto aumentarne a dismisura i costi.

Ma non é neppure giusto scaricare il danno (fosse anche solo un danno percepito) su tutti e soli i soggetti terzi che hanno la "sfiga" di vivere i luoghi adatti alla esigenze dell'impianto (perché di questo si parla, alla fine).

A ricevere il vantaggio sono chi l'impianto lo costruisce e l'intera comunitá che ha stabilito l'utilitá dell'impianto (sia esso il Comune, la Regione, lo Stato)? Siano loro a pagare le compensazioni...

Sul modo corretto di stabilirne l'entitá, e sul come distribuirne il peso tra i soggetti avvantaggiati, lascio la parola agli economisti. :)