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No al rigassificatore

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Alle quattro ragioni elencate da sabino ne aggiungerei una quinta, che forse non vale in questo caso ma che vale in molti altri (discarica, centrale nucleare).
Esempio. Abito e sono proprietario di una casa che si trova nei paraggi della progettata costruzione. Il suo valore corrente é, ipotizziamo, 200000 euro. Che succede? Secondo Folland e Hough mi devo attendere una diminuzione di almeno il 10% e l'effetto vale, nel caso delle centrali nucleari fino a 100 km. dall'impianto. Una raccolta sistematica della stima degli effetti sul property value in funzione della vicinanza ad impianti inquinanti e/o pericolosi si trova qui.  Anche se qualcuno sostiene il contrario, vedi qui e qui, mentre per francia qui, io non mi vorrei trovare in quella situazione. Il valore comincia a diminuire dal momento in cui viene dato l'annuncio. Quello che é evidente che non vi saranno indennizzi e che se vi saranno andranno nelle mani degli amministratori locali. Non so voi ma a me la cosa non mette di buonumore. Cosa fareste al posto loro se vi applicassero - solo a voi e a quelli che abitano vicino a voi - una tassa di 20000 euro sulla casa che magari avete appena cominciato a pagare? Io farei di tutto per fare in modo che la costruiscano altrove.

Beh allora la soluzione sarebbe di NON dare l'annucio e poi negare tutto quanto riguarda l'impianto, anche l'evidenza: http://www.youtube.com/watch?v=iEVnjtkYGqw

 

La coppia Clooney-Canalis potrebbe rappresentare un equo indennizzo?

http://www.ilgiornale.it/interni/e_sindaco_scrive_canalis_non_traslocate_vi_scrivo_film/15-03-2010/articolo-id=429628-page=0-comments=1

Fra l'altro Porto Recanati è nella shortlist dei siti idonei per il prossimo nido d'amore.

Su questo problema ricordo di aver letto una proposta plausibile. Mettiamo che si debba costruire l'impianto X, e che i siti tecnicamente utilizzabili si trovino nel territorio dei comuni A, B, C, D, E, F, G ed H.

Si fa una specie di asta con offerte segrete: ciascun comune "punta" una somma di denaro (finita) in cambio della quale sarebbe disposto ad accettare l'impianto X sul proprio territorio. Si sceglie poi l'offerta più bassa; mettiamo sia quella del comune D. Chi deve dare i quattrini al comune D? I comuni A, B, C, E, F, G ed H. Ma non in parti uguali, e neppure in proporzione alla popolazione, ma in proporzione alla somma richiesta; cosí ad esempio se A a richiesto il doppio di B, A dovra pagare a D il doppio di quanto pagherà B. Ciascun comune dunque potrebbe fare una richiesta alta, che lo metterebbe al sicuro dal rischio di doversi prendere l'impianto, ma lo obbligherebbe a pagare salato il privilegio, oppure fare una richiesta bassa con le opzioni opposte.

Mi sembra un modo pratico per evitare gli isterismi, una versione del sistema "tu fai le parti, io scelgo".

Nota: l'idea non è mia; sto citando qualcun altro ma non ricordo più chi. Saró grato a chi mi rinfrescherà la memoria.

qui una breve discussione e alla nota 9 quelli che cerchi

Mi sembra un modo pratico per evitare gli isterismi, una versione del sistema "tu fai le parti, io scelgo".

Molto interessante. Ma che fare con i comuni M,N,O,P,Q,R,S, ... che non partecipano all'asta?

Ci vuole una regola anche per loro.

Francesco

Ci sono comunque un numero limitato di siti idonei per motivi tecnici: per un rigassificatore ci vuole il mare; per una centrale nucleare il mare o un grande fiume o un grende lago più una zona non sismica (anche se i giapponesi costruiscono anche il zone sismiche), per una discarica un terreno argilloso e una falda acquifera profonda etc.

Inoltre un comune che si becca un impianto avrà un gruzzolo da giocarsi per evitare di doverne prendere altri.

Si fa una specie di asta con offerte segrete: ciascun comune "punta" una somma di denaro (finita) in cambio della quale sarebbe disposto ad accettare l'impianto X sul proprio territorio. Si sceglie poi l'offerta più bassa; mettiamo sia quella del comune D. Chi deve dare i quattrini al comune D? I comuni A, B, C, E, F, G ed H. Ma non in parti uguali, e neppure in proporzione alla popolazione, ma in proporzione alla somma richiesta; cosí ad esempio se A a richiesto il doppio di B, A dovra pagare a D il doppio di quanto pagherà B. Ciascun comune dunque potrebbe fare una richiesta alta, che lo metterebbe al sicuro dal rischio di doversi prendere l'impianto, ma lo obbligherebbe a pagare salato il privilegio, oppure fare una richiesta bassa con le opzioni opposte.

Interessante.

Trovo peró curioso che non sia chi e' proprietario dell'impianto X (e quindi ne ricava presumibilmente un vantaggio) a pagare per il "disturbo" che arreca, mentre a pagare sarebbero i siti "scartati".

In questo modo, X non e' incentivato a prendere in considerazione a scegliere la soluzione meno invadente dal punto di vista del comune ospitante, e quindi meno "costosa" da far accettare. Tanto poi saranno altri a pagare. O sbaglio?

Beh, se a pagare NON fossero i siti scartati; o meglio che si sono fatti scartare facendo richieste alte, tutti sarebbero incentivati a presentare richieste elevatissime cosí da essere sicuri di non essere prescelti. Di conseguenza il presunto proprietario dell'impianto, di fronte alla prospettiva di sborsare una cifra astronomica, semplicemente non lo costruirebbe.

In pratica si torna al punto di partenza: non si costruisce niente da nessuna parte. Ora se l'impianto in realtà non serve, allora è inutile costruirlo e non ha senso cercare di stabilire dove. Se invece serve, non è giusto aumentarne a dismisura i costi.

In altre parole dal punto di vista logico il "se" deve precedere il "dove".

Beh, se a pagare NON fossero i siti scartati; o meglio che si sono fatti scartare facendo richieste alte, tutti sarebbero incentivati a presentare richieste elevatissime cosí da essere sicuri di non essere prescelti. Di conseguenza il presunto proprietario dell'impianto, di fronte alla prospettiva di sborsare una cifra astronomica, semplicemente non lo costruirebbe.

Mica contesto questo. Semplicemente, dico che la soluzione proposta ha in questo punto un difetto, che trovo (preferenza personale) abbastanza serio

Ora se l'impianto in realtà non serve, allora è inutile costruirlo e non ha senso cercare di stabilire dove. Se invece serve, non è giusto aumentarne a dismisura i costi.

Ma non é neppure giusto scaricare il danno (fosse anche solo un danno percepito) su tutti e soli i soggetti terzi che hanno la "sfiga" di vivere i luoghi adatti alla esigenze dell'impianto (perché di questo si parla, alla fine).

A ricevere il vantaggio sono chi l'impianto lo costruisce e l'intera comunitá che ha stabilito l'utilitá dell'impianto (sia esso il Comune, la Regione, lo Stato)? Siano loro a pagare le compensazioni...

Sul modo corretto di stabilirne l'entitá, e sul come distribuirne il peso tra i soggetti avvantaggiati, lascio la parola agli economisti. :)

In base allo stesso principio, il proprietario di un negozio di alimentari ha diritto di chiedere un indennizzo alla catena di supermercati che gli apre una filiale di fianco mandandolo in rovina...? :o)

Puoi scegliere un esempio migliore. Riprova :)

Ti faccio notare solo che il proprietario di una villetta in campagna a 99Km da una centrale nucleare non e' in concorrenza con quest'ultima.

O vuoi dire che sei per scelta "etica" contrario ad ogni forma di compensazione, al grido di "il suolo e' mio e ci costruisco quello che mi pare e come mi pare?" Se e' questa la tua idea, credo che non ci sia molto di cui discutere.

Non so se Carlo abba sbagliato esempio, ma la sostanza non cambia. Il proprietario di una casa non ha bisogno necessariamente di una centrale nucleare nei paraggi perché la sua proprietà perda valore. È sufficiente una fila di palazzoni, una cava di inerti, una discoteca o un bell'impianto eolico, e accade molto più spesso. L'Italia e l'Europa non dispongono di zone deserte per collocare tutto ciò che è scomodo. Se vogliamo parlare di esternalità negative, parliamone e ne troveremo dappertutto. Ma non possono essere fattori decisivi solo in certi casi.