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No al rigassificatore

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"Sulla prima obiezione c'è poco da dire. Si tratta effettivamente di un impianto potenzialmente molto pericoloso, dato che se, a causa di un incidente ad una nave gasiera o al rigassificatore galleggiante, il gas liquefatto fuoriuscisse, inizierebbe a ribolirre e ad evaporare a causa del fatto che essendo trasportato a temperature bassissime, il contatto con l'acqua del mare, che è molto più calda, darebbe il via alla reazione chimica. Si formerebbe così una nube di metano  che, spinta dai venti, potrebbe investire le città sulla costa con effetti disastrosi."

Questa eventualità non è verosimile per il semplice fatto che il metano (CH4) è più leggero dell'aria, a differenza per esempio del propano (C3H8 ) che ha causato il disastro di Viareggio, e pertanto la nube si disperederebbe verso l’alto, e non verso la costa. Qualora prendesse fuoco (non è mai successo in mezzo secolo di uso di questa tecnologia) il forte calore sviluppato creerebbe una forte corrente ascensionale che aspirerebbe ancora più rapidamente verso l’alto la nube e le fiamme. Gli abitanti di Porto Recanati assisterebbero ad uno spettacolo impressionante, ma a 35 km di distanza non subirebbero alcun danno.