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Il secondo incubo del barone

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In effetti il sistema delle retribuzioni dei docenti universitari inglesi fino all'inizio dehli anni novanta era molto simile a quello italiano: stipendi basati su qualifica e anzianità, con l'anzianità prevalente sulla qualifica. Erano diverse le proporzioni tra le diverse qualifiche: i professor una piccola minoranza, i lecturer una grossa maggioranza. In concomitanza all'inizio dei RAE sono stati liberalizzati gli stipendi dei "professor" (che sono anche aumentati in numero). Mi sembra però che per le altre qualifiche tutto sia restato come prima. Io credo che questo sia un buon compromesso (uno dei tanti legati ai RAE) perché mette sotto pressione solo i sedicenti "eccellenti", quelli che saranno presentati ai RAE per ottenere un punteggio alto. Chi ritiene più importante inseguire nella ricerca il proprio estro e la propria curiosità anziché la promozione a "eccellenza" puo' continuare a lavorare come prima.   

Vedremo come butta il prossimo esercizio di Valutazione Quinquennale della Ricerca 2004-2008, che pare ai nastri di partenza. Questa sorta di operazione X, o momento X, che in ispecie gli economisti italiani scrivono trattarsi di uno strumento di rigenerazione, va ora ad usare in modo esplicito la bibliometria, come da essi richiesto. Bisognerà vedere in che forma e con che cornice di sistema. Da notare il fatto che sia il Presidente del CIVR Cuccurullo che il Presidente del CUN Lenzi sono medici, quindi si applica il discorso interpretativo avanzato più volte dal Professor Figà-Talamanca sulla rilevanza culturale che in questa area ha l'isomorfismo impatto=indici bibliometrici=qualità.

Per il resto d'Europa rimane in ogni caso di riferimento (in materia di valutazione comparativa) il RAE, o REF, e le analisi condotte attorno ad esso, o studi come il recente rapporto di un Gruppo di esperti sulla valutazione della ricerca universitaria riunito dalla Commissione Europea.

RR