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Il secondo incubo del barone

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Michele, spero fosse implicitamente ironica l'affermazione che gli "scienziati naturali" in quanto gruppo

quando li forzi a confrontarsi con i dati veri, fanno quasi sempre pessima figura

subito dopo esserti lamentato che parlano male degli economisti in quanto "gruppo" :)

 

La mia impressione e' che ci siano ambiti di ricerca poco rigorosi in tutte le discipline, dalla fisica alla biologia fino all'economia e alla sociologia e via dicendo. In particolare l'econofisica e una serie di mode affini (nate sull'onda dell'entusiasmo per i "sistemi complessi") tendono ad avere IMHO un livello di rigore molto basso e un atteggiamento spesso poco serio verso i dati sperimentali. Non le prenderei come esempio dell'approccio dei fisici piu' di quanto prenderei il lavoro di Aghion come esempio dell'approccio degli economisti...

 

(Per inciso, mi pare che Zapperi non se la prenda con gli economisti in quanto tali ma con la qualita' di alcune analisi il cui "risultato [...] si trasformia a volte in politiche di cui tutti subiamo le conseguenze". A me pare una preoccupazione legittima, nonche' un incentivo a conoscere meglio l'economia: si teme sempre cio' che non si conosce. A volte poi, quando si impara a conoscere, si teme ancora di piu'...)