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Il secondo incubo del barone

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Se ai molti accademici che qui discutono il futuro - ideale o solo possibile - della disastrata alta formazione italiota può interessare, questo è il testo dell'audizione parlamentare del Vice Presidente di Confindustria per l’Education, Gianfelice Rocca, sul tema del DDL Università N° 1905.

Tra i vari aspetti in essa considerati - ça va sans dire, con linguaggio decisamente più morbido rispetto a quello che utilizziamo solitamente in questo luogo virtuale ..... :-) - vorrei farvi notare

  1. la scelta di una governance diversa, affidata ad un CdA

  2. la convinzione che sia necessario abolire il valore legale del titolo di studio

  3. la richiesta che il finanziamento premiale sia allocato sulla base di una valutazione qualitativa della ricerca tramite i risultati CIVR e sulla capacità di attrazione di fondi di ricerca europei e nazionali secondo il meccanismo dei matching funds

  4. il confronto tra dipartimenti, non tra atenei

  5. la responsabilizzazione di ciascun ateneo nelle scelte di reclutamento e di carriera dei propri docenti

questo è il testo dell'audizione parlamentare del Vice Presidente di Confindustria per l’Education, Gianfelice Rocca, sul tema del DDL Università N° 1905.

Grazie Franco. Condivido i punti elencati, mi riferisco al tuo riassunto e non al documento che non ho ancora letto, c'e' una buona convergenza sia con le discussioni che ho avuto con i miei colleghi prevalentemente di Scienze su Universitas Futura sia con quanto propongo nel mio passato intervento su nFA.  Un solo micro-commento:

  1. il confronto tra dipartimenti, non tra atenei

  2. la responsabilizzazione di ciascun ateneo nelle scelte di reclutamento e di carriera dei propri docenti

Per coerenza col punto precedente, anche la responsabilizzazione dovrebbe essere almeno in parte a  livello di dipartimento. E un appunto finale: temo che torvare buoni amministratori per l'universita' sia impossibile per le carenze della societa' e della cultura italiana.  Spero solo che una eventuale riforma non peggiori ulteriormente l'esistente.