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Il secondo incubo del barone

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Rispondo qui ad Arthur e a Jacopo. Ripeto dall'inizio che quanto segue e' mia personale opinione.

In estrema sintesi, il problema del rapporto tra studenti e universita' non e' solo un problema di orientamento ma anche e soprattutto di di presa di coscienza. Si viene da un sistema scolastico che  in ogni ordine e grado non punisce il fallimento, anzi: socialmente parlando, chi si impegna non solo non viene premiato ma pure sbeffeggiato. Questo sistema e' tale che per ottenere i risultati minimi e anche socialmente accettabili, lo sforzo e' infimo. Ci si aspetta che tutto questo continui anche all'universita', senza tenere conto di costi, tempi e profondita' maggiori, questo anche senza contare i difetti del corpo docente e della struttura in se'.

Non colpevolizzo qualcuno perche' dopo la maturita' non sa ancora cosa fare della sua vita: e' un problema suo, e molto diffuso non solo in Italia.

Lo colpevolizzo perche' pensa che avendo pagato le tasse e magari seguendo o imparando a memoria i testi pensa di aver diritto a passare qualunque esame, e questo in Italia succede smaccatamente e diffusamente. Si pensa che il caso particolare (errore o durezza del docente, difficolta' abnorme del compito) sia invece quello che accade normalmente.

L'universita', e' chiaro, ci mette la gran parte: esistono svariati esempi di universita' BCP (Basta Che Paghi), chiaro che qualcuno si faccia questa idea - ma da qui a lamentarsi che non sia sempre cosi' ce ne corre, o almeno dovrebbe.

Aumentare le tasse non risolve il problema dell'istruzione: prima di tutto bisognerebbe garantire che queste tasse in piu' finanzino didattica e strutture, ma anche che chi paga di piu' non si senta ancora piu' in diritto di passare gli esami solo per questo motivo - e questo e' un problema degli studenti, con o senza orientamento.

Aumentare le tasse pero', con le premesse di cui sopra, aiuterebbe a togliere un bel po' di "parcheggiati" (o futuri tali) dall'universita', quindi la didattica migliorerebbe anche perche' si avrebbe a che fare con meno gente e piu' motivata. Gli effetti di una scelta errata si aggraverebbero solo per chi perseveri nella scelta - magari gli stessi che penserebbero "eh, ma pago molto di piu', mi devi far passare".

Certo, per colpire proprio a fondo si dovrebbe togliere il valore legale del titolo di studio: a questo punto pagheresti di piu', ma nel lungo periodo sopravviverebbero solo universita' che valgono veramente.