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Il secondo incubo del barone

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mi sembra che molti scelgano la facolta' che ha maggior appeal per gusto personale, o magari perche' e' piu' vicina, o piu' facile, tanto per prendere il pezzo di carta: non controllano ad esempio i programmi, o le stesse materie, e si aspettano di andare avanti perche' hanno seguito il corso e pagato le tasse, come alle superiori

Vero, verissimo. Però magari sarebbe anche onesto dire che nel 99,9% delle università italiane (quello 0,1% residuo è lì solo come beneficio del dubbio) i programmi dei corsi non sono disponibili o, quando ci sono, sono solo dei riassuntini generici di due/tre righe che non fanno assolutamente testo. Anche i titoli delle materie sono spesso fuorvianti e ciascun professore ha più o meno la libertà assoluta di insegnare quel che diamine gli pare e non quello che servirebbe agli studenti o quello che c'è scritto sulla guida (soprattutto nelle facoltà socio-umanistiche). Su che basi si dovrebbe informare il giovine neo-maturato? E anche una volta che (immagino illuminato da un cono di luce dal cielo) fosse entrato in possesso di tutte le informazioni utili come farebbe a scegliere liberamente dato che non abbiamo un sistema decente di borse di studio per i meritevoli e che l'edilizia universitaria (nella forma di alloggi per i fuori-sede) è a livelli da terzo mondo? Gli studenti (soprattutto quelle macchiette comiche denominate "rappresentanti") hanno la loro fetta non trascurabile di colpa ma anche il meglio intenzionato non è che possa fare molto meglio degli altri perché non gli vengono dati gli strumenti.