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Il secondo incubo del barone

8 commenti (espandi tutti)

Renzino, permettimi di farti notare che sostenere, come fa Alberto, che in un caso specifico la "modalita' premiale" potrebbe condurre a risultati peggiori della "modalita' deontica" non vuol dire dimostrare che allora la seconda funziona, da qualche parte e poi anche altrove, meglio della prima.

Noi Europei diciamo: abbiamo una cassetta degli attrezzi per le varie necessità, e per il sistema sotto esame. Quindi non posso indicare "una soluzione perfetta", perchè dipende da come la vivete voi, da come si accomoda nell'ordinamento giuridico e dei costumi del Vs. Belpaese.

Però, nel caso voleste uscire dal confronto ideologico e usare quei metodi e quegli strumenti che altrove sono stati studiati e usati, fate un fischio.

RR

 

Potresti iniziare definendo i concetti di "modalita' o dimensione deontica" e "modalita' o dimensione premiale" e spiegando in che modo

la dimensione deontica è ben presente ed "efficace" dappertutto, anche dove sono più bravi ad organizzare quella premiale.

Il tutto in maniera sintetica, se possibile.

Potresti iniziare definendo i concetti di "modalita' o dimensione deontica" e "modalita' o dimensione premiale" e spiegando in che modo

la dimensione deontica è ben presente ed "efficace" dappertutto, anche dove sono più bravi ad organizzare quella premiale.

Il tutto in maniera sintetica, se possibile.

 

La forma migliore, ed anche sintetica, che mi è capitato di leggere è quella spiegata dalla giurisprudenza classica islamica (come vedrai, non c'è nulla di essenzialmente islamico, non metterti le mani nei capelli), per la qual cosa devo dare credito ad un manualetto sui Sistemi Giuridici Comparati, ed. Simone, da cui traggo queste righe.

Le singole azioni umane vengono classificate in cinque categorie:

- obbligatorie, doverose, a loro volta distinte in obbligatorie per il singolo individuo ed obbligatorie per la comunità: il compimento di tali azioni dà diritto ad una ricompensa, il mancato compimento ad una punizione;

- raccomandate, lodevoli, compiendo le quali si merita una ricompensa, mentre il loro mancato compimento non implica alcuna punizione

- permesse, ma moralmente indifferenti, per le quali non è prevista nessuna ricompensa o punizione;

- riprovevoli, disapprovate, per le quali non è prevista punizione, ma una ricompensa se non le si compie;

- proibite, condannate, per il compimento delle quali è prevista una punizione, mentre per il mancato compimento si riceve una ricompensa.

Fuor dallo scherzo, che non era poi tale, perchè dava un esempio (pur generico) reale, le modalità deontiche sono appunto l'obbligo, la raccomandazione, il permesso, la riprovazione, e il divieto. Nei trattati di logica deontica troverai tipicamente solo obbligo, permesso e divieto, perchè la nostra legislazione positiva laica ha adottato solo queste categorie, ma lo spettro completo rimane pur sempre valido nell'Etica (mare magnum generale da cui traiamo pure le ragioni per la norma positiva). Inoltre te ne accorgi della loro esistenza nel Diritto Internazionale! E poi da questo punto di vista l'etica comune dei Paesi protestanti mantiene e fa valere molto meglio (in varie forme) questo spettro di valori che non la nostra...

Sulla modalità premiale, abbiamo appunto ricompense e punizioni...

E adesso sbizzarritevi pure a fare i collegamenti , le definizioni specifiche, le associazioni con le azioni umane (immagino non come quelle della religione islamica...) ecc. ecc.

Penso di essere stato breve, e pure chiaro :-)

RR

 

 

Il nostro sito non spicca per l'umorismo, ma devo dire che questo e' uno dei commenti piu' divertenti di sempre. Dico sul serio

C'hai raggione! La cosa più divertente è che loro ("gli europei", 'ché noi siamo cinesi) pensano d'essere seri, profondi ed acculturati quando ricopiano fregnacce. Ma non era proibito copiare?

fregnacce

Boh, si parlava di etica, disciplina filosofica dalla storia piuttosto consistente, diciamo... almeno 2.500 anni, suvvia.

Ma non era proibito copiare?

Ho fatto una citazione, di cui ho dato il credito, per illustrare più brevemente un concetto. Non è proibito. Certo, se uno pensa che si possa esaurire una questione filosofica nel breve perimetro di poche righe, è partito male - ma non era questo il caso perchè zanella ha fatto esplicitamente questa richiesta, conoscendo le limitazioni a cui sarebbe andato incontro nella risposta, immagino.

RR

Mi fa piacere che ci si diverta, sul sito. Anch'io vengo perchè sperimento piacere. Non sto scherzando.

RR

Eh, Renzino: la prendi da lontano la questione della riforma dell'università!

Ma visto che sei un fisico teorico potevi cominciare direttamente dal Big Bang, avremmo avuto un quadro più esaustivo e lineare.

Ps: ma perchè dici sempre "noi europei", "qui in Europa"?