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Il secondo incubo del barone

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Caro Michele, l'aspetto da me segnalato non è affatto secondario. Nelle università USA (e nelle università non statali italiane) l'amministrazione è in mani estranee rispetto docenti. Questo significa che chi amministra non è in costante conflitto di interessi: al contrario, quando il milanese suggerisce che la remunerazione dei docenti venga decisa "dall'università", investe di questa responsabilità una persona che è designata attraverso il voto di quelle stesse persone alle quali deve attribuire (in modo differenziato) un emolumento. Questo è un sistema che NON può funzionare; e gli economisti che patrocinano uno schema privatistico e competitivo dovrebbero essere i primi ad accorgersene.

Egregio professore

si legga la proposta. L'Università può determinare lo stipendio - o meglio la parte eccedente il salario minimo- solo se ha i soldi per farlo. E se i professori non lavorano e producono scientificamente i soldi non ci sono. Il rettore può anche essere il più sfrenato demagogo, eletto sulla promessa di un raddoppio degli stipendi - ma se non ha le risorse finanziarie non può farlo. Se invece i professori producono, hanno tutto il diritto di avere una remunerazione congrua

Non si preoccupi: il sistema funzionerebbe perfettamente. Sarebbe solo un incubo per i professori, come da titolo. Sarebbero costretti a competere fra di loro, invece che promuoversi comodamente e lamentarsi come fanno ora. E ci sarebbe un elevatissimo livello di peer pressure: lo stipendio di ciascun professore dipenderebbe in ultima analisi dalla produttività di tutti i suoi colleghi

 

 

 

Sarebbero costretti a competere fra di loro, invece che promuoversi comodamente e lamentarsi come fanno ora. E ci sarebbe un elevatissimo livello di peer pressure: lo stipendio di ciascun professore dipenderebbe in ultima analisi dalla produttività di tutti i suoi colleghi

Scusami Giovanni, ma qui c'e' una cosa che mi sfugge. Se i docenti devono competere tra loro, come puo' lo stipendio di uno dipendere dalla produttivita' di tutti?

Non e' una domanda polemica, non ho proprio capito :)

Riguardo all'incubo da peperoni, credo ci sia qualche piccolo buco. Ad esempio, credo che il Milanese avrebbe dovuto esplicitamente impedire ai docenti di entrare nel CdA, e al Rettore di fare niente che non fosse far parlare Senato e CdA. Poi, impedire che queste cariche (membro di CdA, di Senato, Rettore) potessero essere reiterate: ad esempio, farle durare 5 anni e poterle ripetere una volta sola a persona, o impedire ad inquisiti o condannati di tenerle.

Credo che forzare le leve a cambiare, impedendo che restino o si concentrino sempre nelle stesse mani, sia l'unico modo per far cambiare veramente le cose. Sempre e solo IMHO.