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Il secondo incubo del barone

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Lo propone la commissione didattica (cioe' lo ha proposto anni fa ed ormai viene riconfermato ogni anno) e lo approva il consiglio di facolta'.

Perche' non si fa diversamente? Non so l'origine di questa prassi. Forse e' una "conquista" degli studenti di decenni fa.

Credo sia dovuta alla convinzione (non so quanto errata) che un maggior numero di appelli equivalga a dare agli studenti la possibilita' di preparare gli esami in modo sequenziale e di passare in minor tempo piu' esami.

Certamente se limiti il numero degli appelli, provochi una sollevazione degli studenti.

Certamente se limiti il numero degli appelli, provochi una sollevazione degli studenti.

A Roma Tre, nel corso di studi in Ingegneria Informatica, hanno usato un approccio diverso sia per l'ordinamento 509/99 che per il 270/04: ogni esame ha tre sessioni distribuite lungo l'anno accademico, e solo un appello per sessione. 

I motivi sono dovuti sia al voler scoraggiare il "turismo da esami" che ad effettiva scarsita' di risorse. Il vantaggio e' che le date di ogni appello sono note con largo anticipo e buona precisione, a meno di catastrofi. In ogni caso uno studente non potrebbe provare a fare uno stesso esame piu' di tre volte in un anno accademico.

Molti studenti non sono contenti di questa soluzione, perche' nella stessa ingegneria vedono altri corsi di studio con piu' appelli, anche se c'e' una certa disparita' di risorse.

La proposta piu' sensata che ho visto fare dagli studenti, recentemente, e' due appelli alternativi in una sessione (se partecipi a uno non puoi andare all'altro) per evitare problemi di esami sovrapposti o troppo vicini, o per venire incontro a chi magari per motivi accidentali non ha potuto partecipare ad un appello e rischia di dover rifare l'esame dopo 6 o 8 mesi.

Questo, a dire il vero, e' un problema soprattutto con l'ordinamento 509/99, che ancora non e' del tutto spento. Con il 270/04 la cosa va ancora vista.

Certamente se limiti il numero degli appelli, provochi una sollevazione degli studenti.

E' esattamente così. Anche se la convinzione errata degli studenti che più appelli significhi più facilità nel gestire gli esami si accompagna al desiderio dei docenti di spalmare le masse il più possibile.

Aggiungo, sulla questione degli appelli, che in Italia è invalso, specie nell'ambito umanistico, il costume di esami orali che sono una cosa molto simile a orazioni gorgiane, e dove si perde un mucchio di tempo. Come dico sempre, si dovrebbero fare più scritti, ma i professori non vogliono leggere gli scritti, gli studenti scrivono male e non si capisce la grafia...e farli fare su PC e poi stamparli? Non ci sono abbastanza PC, la risposta standard. A Cagliari ci sono memorabili verbali di consigli di Facoltà dove alcuni contestano i pericoli educativi dell'uso di Internet. Altro che peperoni, io vomito per molto meno...