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Il secondo incubo del barone

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per giunta con 90 ore minime di insegnamento (per i profani: sono tante)

 

Temo di essermi perso un pezzo. Giusto ieri ero a Parigi e discutevo con un collega (Maître de Conférence all'ESPCI) e, se non ho capito male, il suo carico didattico sfiora le 200 ore. Che 200 sian tante è vero, che 90 per un professore siano insostenibili mi suona più strano. Dov'è la falla nel mio ragionamento?

Jacopo Bertolotti,

ho detto: "sono tante". Non sono insostenibili, anzi vanno bene (professori miei arrivavano -con fatica- fino a 120), ma che non gli si dia uno stipendio ridicolo.

Incuriosito, ho cercato il carico didattico di un Maître de Conférence (fonte: wikipedia, non ho trovato di meglio). Ho trovato:

"les heures de cours magistraux comptent 1,5 heures de TD, et jusqu'en 2009 celles de travaux pratiques (TP) deux tiers d'une heure de TD. Cela fait un service annuel de 128 heures de cours, 192 heures de TD ou 288 heures de TP, ou toute combinaison équivalente"

Se ho capito bene, si tratta di 128 ore di quelle che ora in Italia si chiamano "lezioni frontali", o 192 ore di esercitazioni (forse il carico didattico di cui parlava il tuo collega?), o una qualunque combinazione di lezioni ed esercitazioni tenuto conto che 1 ora di lezione vale 1.5 di esercitazioni. 128 ore di lezione e' un numero assai rispettabile, ma quasi duecento mi pareva veramente impressionante.

[Pero', se ricordo bene, nel sistema francese in ambito scientifico il Maître de Conférence non e' la figura piu' orientata alla ricerca: per quello ci sono i chargé de recherche del CNRS. Quindi si sta parlando del carichi didattici di gente che si puo' dedicare alla ricerca meno di altri]

 

In effetti il mio collega tiene corsi di laboratorio quindi 192 sono compatibili con le "quasi 200" di cui mi parlava. Però chargé de recherche del CNRS vanno confrontati con i nostri primi ricercatori del CNR (che hanno zero didattica da fare a meno di non fare qualcosa per buona volontà propria), non con i professori associati che invece sono più simili ai Maître de Conférence.

Poi siamo assolutamente d'accordo che i due ordinamenti non siano identici e quindi non sia banale fare un raffronto uno ad uno ma io vedo che chi ha un posto fisso CNR o CNRS non deve fare didattica (o comunque in quantità omeopatiche) mentre chi è professore in francia fa pressappoco il doppio della didattica del suo omologo italiano.

Ripeto, magari mi sbaglio, ma l'impressione che ho è questa.