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Il ritorno di Veltroni

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Come previsto e di fatto annunciato, Veltroni ha iniziato a lavorare ai fianchi Bersani. In un'intervista a Repubblica critica duramente la mancata adesione del PD al no-B day di sabato prossimo. Due cose da osservare, in termini di tecnica comunicativa.

1) In perfetto stile dalemiano Veltroni non cita mai Bersani, (il nome compare nell'articolo ma non è virgolettato ed è fatto dal giornalista). Se la prende con Livia Turco, ossia per interposta persona. Manda inoltre il messaggio indiretto mediante la diretta della manifestazione su YouDem, a quanto pare ancora controllata da veltroniani. Chissà se si ritengono veramente tanto intelligenti quando fanno queste cose.

2) In perfetto stile veltroniano però, dopo aver criticato Bersani (senza mai nominarlo) per non andare alla manifestazione, dice che lui non ci andrà perché ha di meglio da fare, e poi è meglio che i politici non ci vadano. Un classico del nostro, famoso per appoggiare referendum ma senza firmarli, opporsi alla soluzione Alitalia ma favorirne l'accordo sindacale e tanti altri esempi di coraggio e chiarezza.

Nel complesso comunque, direi buone notizie per il centrodestra e pessime per il paese. Le guerre intestine nel PD continueranno, più o meno con la stessa intensità di quella osservata nel periodo di Veltroni segretario. L'efficacia dell'opposizione sarà presumibilmente la stessa di quella osservata durante la segreteria Veltroni.

In politica il concetto di efficienza ha un significato diverso. Se esistono differenze politiche, cosa dovrebbero fare le persone, non porre i loro punti? (Lo stesso vale per Fini, peraltro)

Guardando da fuori, uno deve innanzituttto constatare che queste diversità esistono: amen. Non ci sono blocchi monolitici, nonostante tutto il lavoro fatto in questi anni - anche se da una parte avrebbero tentato di fare (gli elettori stessi, intendo) quella operazione (di blocco monolitico, dico) come antidoto strutturale alle indigeribili contorsioni della democrazia italica.

Uno potrebbe pensare che si pongono dei punti diversi perchè si vuole mantenere una differenza preconcetta, una struttura organizzativa, una corrente, ecc. capovolgendo il senso dell'azione politica. Anche questo c'è sempre stato, e vale come lettura. Ma nel caso in questione è difficile negare la presenza di tensioni politiche reali.

RR

Per carità, mica voglio che non ci siano discussioni all'interno dei partiti. Però come cittadino mi interessa 1) che le discussioni siano sulle politiche da attuare, non su chi deve occupare questa o quella poltrona 2) che chi esprime una posizione sia coerente.

Aldilà dell'adesione al No-B day, che è ovviamente un pretesto, qual è il nodo generale del contendere tra Bersani e Veltroni? Qual è la posizione alternativa di Veltroni, e come differisce da quella di Bersani? In termini di politiche economiche da attuare, che è la cosa che capisco meglio, io non ho capito proprio. A dir la verità entrambi mi paiono fumosi e defilati. In termini di strategia politica, la divisione supposedly è che Bersani pensa di riconquistare il governo alleandosi con IdV, UDC e Sinistra e Libertà (o, insomma, gli eredi di questa), sperando nel frattempo che IdV perda peso e si ammansisca. Veltroni invece dice che vuole puntare a vincere come PD, ma che il segno distintivo della sua strategia non è l'autosufficienza. Il ché, una volta tagliato tutto il grasso e gli orpelli, a me non pare in nulla diverso dalla strategia Bersani, visto soprattutto che Veltroni non sembra avere la minima idea di come riconquistare il consenso (soprattutto al nord) che gli permetterebbe di raggiungere la maggioranza.

Quindi a me pare che nel PD il dibattito in termini delle cose da fare non ci sia proprio. C'è la guerra tra bande su chi occupa le poltrone. Anche questo è inevitabile nelle organizzazioni politiche, inutile fare i verginelli, quindi non me ne lamento più di tanto. Mi lamento che ci sia solo questo e che in omaggio alla lotta per il potere interna si tralasci di fare una qualsiasi opposizione efficace a uno dei peggiori governi mai visti dal paese.

qual è il nodo generale del contendere tra Bersani e Veltroni?

Stando a quello che si orecchia dai giornali, pare che Bersani e Letta (Enrico), avrebbero adottato un garantismo di nuovo conio nei confronti di Berlusconi, dopo un colloquio con Napolitano. Tutto ciò servirebbe a spianare la strada ad un accordo su varie riforme "istituzionali" con Berluscony.

Veltroni lamenta che questa "svolta" sia stata presa senza una appropriata discussione nel Partito. Anche un veltroniano come Tonini si lamenta dicendo che Berlusconj dovrebbe difendersi nel processo e non dal processo, etc. etc.

RR