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Il ritorno di Veltroni

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E' sempre stata una leggenda metropolitana, ci scommetto una pizza e birra quando passi di qua. Le leggi elettorali in Italia postfascista sono 4: quella del proporzionale del 46, la legge truffa, il mattarellum e il porcellum. Truffa c'aveva solo la truffa; negli anni 80 non c'e' nulla; idem le altre due. Quella del 46 ha soltanto una disposizione che ci va vicino, ed e' quella dell'articolo 84 che recita:

    L'elettore, che non abbia esercitato il diritto di voto, deve darne giustificazione al sindaco del comune nelle cui liste elettorali è iscritto, entro quindici giorni dalla scadenza del termine previsto, dal terzultimo comma dell'art. 56, per il deposito dell'estratto delle liste elettorali delle sezioni.
    Il sindaco, valutati i motivi che abbiano impedito l'esercizio del voto, procede alla compilazione dell'elenco degli astenuti, agli effetti del penultimo comma dell'art. 1, escludendone in ogni caso:
    1) i ministri di qualsiasi culto;
    2) i candidati in una circoscrizione diversa da quella nella quale sono iscritti come elettori;
    3) coloro che dimostrino di essersi trovati, per tutto il giorno delle elezioni, in una località distante più di trenta chilometri dal luogo di votazione in conseguenza;
    a) del trasferimento della residenza dopo la compilazione delle liste elettorali del comune in cui sono iscritti;
    b) di obblighi di servizio civile o militare;
    c) di necessità inerenti alla propria professione, arte o mestiere;
    d) di altri gravi motivi;
    4) coloro che siano stati impediti dall'esercitare il diritto di voto da malattia o da altra causa di forza maggiore.
    La pubblicazione dell'elenco nell'albo comunale vale come notificazione personale. Contro l'inclusione nell'elenco degli astenuti, gli interessati possono ricorrere, entro quindici giorni dalla scadenza del termine di pubblicazione, al prefetto, che decide con proprio decreto.
    Contro il decreto del prefetto non è ammesso alcun reclamo nè in via amministrativa, nè in via giurisdizionale.

Il che sembra scritto apposta per spaventare mia nonna e per generare la leggenda metropolitana. Non si parla di iscrizione nel casellario giudiziale ma solo di pubblicazione nell'albo comunale (e ci scommetto i pantaloni che se l'han fatto l'han fatto i primi anni poi si son rotti le scatole che' tanto non serviva a nulla). Io sono sicuro che la maggiorparte degli italiani ancora creda che l'astensione sia in qualche modo punita. Del resto la stessa costituzione dice che il voto e' un "dovere civico" che suona altisonante ma non vuol dire nulla. C'e' sempre stato interesse affinche' i poco informati votassero. Sigh.

 

Aggiungerei che il certificato elettorale, introdotto qualche anno fa, sembra fatto apposta per perpetuare la leggenda (oltre ad essere, a mio avviso, poco rispettoso della "praivasi" dell'elettore)