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Il ritorno di Veltroni

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Le regole per la registrazione al voto variano da Stato a Stato; tipicamente la registrazione dura alcuni anni. Anche il modo in cui ci si può registrare varia per difficoltà da Stato a Stato. Nello Stato di New York è abbastanza facile,  lo puoi fare al DMV (l'ufficio motorizzazione dove vai a rinnovare la patente).

Ovviamente l'obbligo di registrazione riduce l'affluenza alle urne, così come il fatto che si voti tipicamnte in un solo giorno feriale. È noto che la partecipazione al voto negli USA è più alta per i vecchi che per i giovani, probabilmente la registrazione gioca un ruolo. La partecipazione al voto cresce anche secondo il livello del reddito e di scolarizzazione.

Io credo che in principio sarebbe bene che in Italia si verificasse una diminuzione della partecipazione al voto. Il problema è che va a votare un sacco di gente che non cambia comunque mai opinione, e la ragione per cui non la cambia è che non riceve alcuna informazione decente sulle vicende politiche.

Far restare a casa i non-informati aiuterebbe, ma onestamente non sono sicuro che questo possa essere ottenuto da riforme che rendono più difficile il voto. Giusto per dare un'idea di cosa può andar storto: se si decide di far votare la gente in giorni feriali c'è il rischio di ridurre la partecipazione proprio di chi lavora ed è più produttivo; se si impone l'obbligo di registrazione e si sfavorisce la partecipazioone dei giovani, poi le spinte a sfondare il bilancio a suon di aumenti pensionistici diventano ancora più forti.

In sostanza, credo che non sia seriamente possibile manipolare in modo virtuoso la partecipazione mediante riforme del processo elettorale. Meglio quindi non perderci tempo.

Va bene, è tutto molto teorico; tanto di riforme elettorali  non vedremo nemmeno l'ombra sotto qualunque dimensione.

In Italia gira ancora la leggenda metropolitana per cui se non voti sei svantaggiato ai concorsi pubblici. Per dire, che tipo di incentivi abbiamo noi.

Beh, ora è una leggenda metropolitana ma nel passato credo proprio fosse così. Dovrei controllare e non vorrei dire una cazzata, però le norme che imponevano di segnalare l'astensione al casellario giudiziario credo siano state abolite solo negli anni 80.

Non che questo precludesse l'impiego pubblico. Semplicemente, quando dovevi presentare il certificato del casellario a un concorso, i commissari venivano a conoscenza delle tue terribili tendenze antisociali.

L'Italia è un paese che si distingue per l'alta percentuale di schede nulle e bianche. Circa il 5% degli aventi diritto di solito si reca al seggio solo per poi non decidere nulla. L'unica spiegazione è che tanta gente ha ancora paura di far vedere che non vota.

E' sempre stata una leggenda metropolitana, ci scommetto una pizza e birra quando passi di qua. Le leggi elettorali in Italia postfascista sono 4: quella del proporzionale del 46, la legge truffa, il mattarellum e il porcellum. Truffa c'aveva solo la truffa; negli anni 80 non c'e' nulla; idem le altre due. Quella del 46 ha soltanto una disposizione che ci va vicino, ed e' quella dell'articolo 84 che recita:

    L'elettore, che non abbia esercitato il diritto di voto, deve darne giustificazione al sindaco del comune nelle cui liste elettorali è iscritto, entro quindici giorni dalla scadenza del termine previsto, dal terzultimo comma dell'art. 56, per il deposito dell'estratto delle liste elettorali delle sezioni.
    Il sindaco, valutati i motivi che abbiano impedito l'esercizio del voto, procede alla compilazione dell'elenco degli astenuti, agli effetti del penultimo comma dell'art. 1, escludendone in ogni caso:
    1) i ministri di qualsiasi culto;
    2) i candidati in una circoscrizione diversa da quella nella quale sono iscritti come elettori;
    3) coloro che dimostrino di essersi trovati, per tutto il giorno delle elezioni, in una località distante più di trenta chilometri dal luogo di votazione in conseguenza;
    a) del trasferimento della residenza dopo la compilazione delle liste elettorali del comune in cui sono iscritti;
    b) di obblighi di servizio civile o militare;
    c) di necessità inerenti alla propria professione, arte o mestiere;
    d) di altri gravi motivi;
    4) coloro che siano stati impediti dall'esercitare il diritto di voto da malattia o da altra causa di forza maggiore.
    La pubblicazione dell'elenco nell'albo comunale vale come notificazione personale. Contro l'inclusione nell'elenco degli astenuti, gli interessati possono ricorrere, entro quindici giorni dalla scadenza del termine di pubblicazione, al prefetto, che decide con proprio decreto.
    Contro il decreto del prefetto non è ammesso alcun reclamo nè in via amministrativa, nè in via giurisdizionale.

Il che sembra scritto apposta per spaventare mia nonna e per generare la leggenda metropolitana. Non si parla di iscrizione nel casellario giudiziale ma solo di pubblicazione nell'albo comunale (e ci scommetto i pantaloni che se l'han fatto l'han fatto i primi anni poi si son rotti le scatole che' tanto non serviva a nulla). Io sono sicuro che la maggiorparte degli italiani ancora creda che l'astensione sia in qualche modo punita. Del resto la stessa costituzione dice che il voto e' un "dovere civico" che suona altisonante ma non vuol dire nulla. C'e' sempre stato interesse affinche' i poco informati votassero. Sigh.

 

Aggiungerei che il certificato elettorale, introdotto qualche anno fa, sembra fatto apposta per perpetuare la leggenda (oltre ad essere, a mio avviso, poco rispettoso della "praivasi" dell'elettore)