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Houston abbiamo un problema

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Io ho l'impressione che la paura del cambiamento nasca dalla paura di rimanere fregati. 

Si parte da un contesto nazionale incasinatissimo in cui non si riesce a fare niente in maniera semplice, o a concludere un progetto - nemmeno in condominio.

Aggiungiamo poi una propensione italiana all'onesta' forse un po' inferiore alla media dei paesi avanzati. E i media che confondono le acque spettegolando al condizionale, invece di fare chiarezza risportando dati e fatti concreti. 

Per queste ragioni e' abbastanza possibile che qualsiasi riforma venga distorta da qualcuno per favorire i propri obiettivi, o anche solo che si fermi a meta', e che alla fine gli effetti siano completamente diversi da quello che c'era scritto 'on the tin'. Per dire, guarda come le forme di lavoro temporaneo siano state pervertite rispetto alle intenzioni di chi le ha create, e a come funzionano in altri paesi.

Insomma c'e' diffidenza, un po' la stessa che Banfield trovo' in Basilicata, e con le stesse ragioni: contesto imprevedibile e disonesta' diffusa. E poi c'e' un paese anagraficamente vecchio e in cui si sa poco di come funziona il resto del mondo - come mia zia che ha un frigorifero preistorico ma preferisce continuare a sbrinarlo piuttosto che comprarne uno nuovo.