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La baggianata del sorpasso della Gran Bretagna

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not at all. Credo di ricordare che il PIL rappresenti la somma dei beni/servizi prodotti in un paese, la stima della ricchezza è una cosa diversa, un pò come lo Stato Patrimoniale e il conto profitti/perdite.

Da questo punto di vista credo che il calo del PIL della GB sia dovuto a un calo dell'attività finanziaria, da noi invece viene da un calo del manifatturiero, che ha radici diverse, io direi che da noi stanno venendo dei nodi al pettine.

Ho parlato del manifatturiero inglese perchè ricordo una discussione fra te e Michele sulle differenze Italia/Spagna, laddove tu dicevi che avere un manifatturiero era comunque un vantaggio. Ero e sono d'accordo con te (e di conseguenza in disaccordo con Michele), ma secondo me molti dimenticano che l'Inghilterra produce merci, la city è solo una (bellissima) eccezione,

E queste merci adesso sono più competitive, per cui non mi rallegrei molto del calo della sterlina, come non mi rallegrerei del calo del dollaro,  per chi "campa" di manifatturiero. That's all

 

Visto che vengo tirato in ballo (:-) di quale discussione si tratta? Non mi ricordo di aver mai sostenuto né che avere un settore manifatturiero competitivo sia un male né che la Spagna ne sia priva ...) vorrei chiarire che:

- la qualità del manifatturiero di UK vs Italia non c'entra nulla con l'argomento del post, il quale vuole solamente verificare se davvero sia cresciuta di più (o, meglio, calata di meno) la dimensione del paniere (composito) di beni e servizi che l'Italia produce rispetto a quello che UK produce. La risposta a questo secondo quesito è inequivocabile: è ancora molto più grande quello UK perché negli ultimi 10-15 anni è cresciuto di più e nell'ultimo è calato di meno di quello italiano.

- Siccome, evidentemente, gli italiani (e gli inglesi) misurano il proprio reddito prodotto in unità del paniere che essi scelgono di produrre da decenni, vale la conclusione che: o bene gli italiani hanno completamente cambiato di gusti e vorrebbero produrre quello inglese (o viceversa, o entrambe le cose) oppure sono ancora relativamente più contenti gli inglesi (o meno tristi, se volete) degli italiani.

- La svalutazione di una moneta è un bene, potenziale, per alcuni (quelli che nei mesi o anni a venire sperano di poterne approfittare per ridurre i propri costi interni quando misurati in valute estere) ed è un male, potenziale, per altri (quelli che stanno dall'altro lato). Al momento è un male per entrambi, nella misura in cui vogliono comprare prodotti esteri: da questo punto di vista, ovviamente, la svalutazione della sterlina rispetto all'euro rende tutti gli inglesi meno capaci di acquistare prodotti venduti in euro.

- Cosa implica questo per il benessere degli inglesi e degli italiani? Se fosse vero, come un commentatore suggerisce più sopra, che entrambi i popoli vogliono vendere tutto quanto producono per comprarsi uno ed uno stesso bene (es. oro) allora in questo momento gli italiani si comprerebbero più oro.

- MA, ed è un ma importante, siccome quanto vogliamo comprarci raramente consiste in migliaia di tonnellate di oro, mentre invece vogliamo comparci panini, servizi medici, di trasporto, magliette, vino, spettacoli e financo servizi sessuali, allora contano i prezzi a cui vengono venduti i beni che compongono il paniere che vogliamo comprarci. A QUEI PREZZI, che sono quelli PPP o quelli dell'anno base, gli inglesi sono ancora abbastanza più benestanti degli italiani.