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La baggianata del sorpasso della Gran Bretagna

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Credo, però, che sia da considerare anche il differente tipo di economia: la forte finanziarizzazione d'oltremanica ha certamente conferito ulteriore velocità al progresso della ricchezza nazionale, ma la dinamicità ad essa connaturata potrebbe essere stata rilevante per la caduta. O no?

 

Probabile, ma a me, che mangio qui spaghetti e non fish & chips, interessa molto di più pormi il problema e capire perchè la relativamente poco finanziarizzata economia italiana, cala nel 2009 di un punto in più rispetto alla inglese (ITA - 5,14 / UK - 4,38)

Credo, però, che sia da considerare anche il differente tipo di economia: la forte finanziarizzazione d'oltremanica ha certamente conferito ulteriore velocità al progresso della ricchezza nazionale, ma la dinamicità ad essa connaturata potrebbe essere stata rilevante per la caduta. O no?

 

Probabile, ma a me, da italiota, interessa molto di più capire perchè la relativamente poco finanziarizzata economia italiana, cala nel 2009 di un punto in più rispetto alla inglese (ITA - 5,38 / UK - 4,37)

Naturalmente, volendo doverosamente privilegiare la concretezza ed immaginare un percorso futuro. Però, la domanda serve, com'è ovvio, a cercar di capire meglio le dinamiche, proprio anche in funzione di previsione. E non mi pare fuorviante ....

Guarda Franco che la perfida Albione ha anche un manifatturiero niente male. E che è supportato da servizi degni di tal nome, con una fiscalità non di rapina. E con la sterlina così bassa sta mettendo in difficoltà molte aziende che competono con l'Inghilterra, ovviamente Italia in primis.

L'ho toccato con mano..

Ovviamente, Marco. Non intendevo certo dire che l'economia britannica sia solo finanza, semplicemente mi chiedo - non solo ora, me lo domando spesso, da qualche tempo ... - quale sia il modo più "realistico" di valutare sistemi economici con caratteristiche differenti, fermo restando che apprezzo il pragmatismo e la correttezza anglosassoni.

Mi spiego meglio. Negli ultimi mesi, la crisi in atto è stata analizzata da quasi chiunque ed in molti modi - più o meno competenti ed onesti, più o meno influenzati dai singoli backgrounds culturali - mettendo in risalto ogni possibile aspetto. Un tema interessante, a mio avviso, è la valutazione degli assets, nel senso che mi pare sia ormai unanimemente accettato che i valori a bilancio dell'industria finanziaria non corrispondono minimamente ai fair values. Ciò si riflette anche sul discorso che stiamo facendo, dal momento che - ad esempio - l'attribuzione di valori elevati agl'immobili od alle quote dei fondi d'investimento, nel corso di una bolla, influenza la ricchezza totale di una nazione ma, ovviamente, tale grandezza potrebbe essere sovrastimata. Ecco che, allora, la maggiore o minore finanziarizzazione di un'economia potrebbe non essere irrilevante. Agree?

Agree?

 

not at all. Credo di ricordare che il PIL rappresenti la somma dei beni/servizi prodotti in un paese, la stima della ricchezza è una cosa diversa, un pò come lo Stato Patrimoniale e il conto profitti/perdite.

Da questo punto di vista credo che il calo del PIL della GB sia dovuto a un calo dell'attività finanziaria, da noi invece viene da un calo del manifatturiero, che ha radici diverse, io direi che da noi stanno venendo dei nodi al pettine.

Ho parlato del manifatturiero inglese perchè ricordo una discussione fra te e Michele sulle differenze Italia/Spagna, laddove tu dicevi che avere un manifatturiero era comunque un vantaggio. Ero e sono d'accordo con te (e di conseguenza in disaccordo con Michele), ma secondo me molti dimenticano che l'Inghilterra produce merci, la city è solo una (bellissima) eccezione,

E queste merci adesso sono più competitive, per cui non mi rallegrei molto del calo della sterlina, come non mi rallegrerei del calo del dollaro,  per chi "campa" di manifatturiero. That's all

 

Visto che vengo tirato in ballo (:-) di quale discussione si tratta? Non mi ricordo di aver mai sostenuto né che avere un settore manifatturiero competitivo sia un male né che la Spagna ne sia priva ...) vorrei chiarire che:

- la qualità del manifatturiero di UK vs Italia non c'entra nulla con l'argomento del post, il quale vuole solamente verificare se davvero sia cresciuta di più (o, meglio, calata di meno) la dimensione del paniere (composito) di beni e servizi che l'Italia produce rispetto a quello che UK produce. La risposta a questo secondo quesito è inequivocabile: è ancora molto più grande quello UK perché negli ultimi 10-15 anni è cresciuto di più e nell'ultimo è calato di meno di quello italiano.

- Siccome, evidentemente, gli italiani (e gli inglesi) misurano il proprio reddito prodotto in unità del paniere che essi scelgono di produrre da decenni, vale la conclusione che: o bene gli italiani hanno completamente cambiato di gusti e vorrebbero produrre quello inglese (o viceversa, o entrambe le cose) oppure sono ancora relativamente più contenti gli inglesi (o meno tristi, se volete) degli italiani.

- La svalutazione di una moneta è un bene, potenziale, per alcuni (quelli che nei mesi o anni a venire sperano di poterne approfittare per ridurre i propri costi interni quando misurati in valute estere) ed è un male, potenziale, per altri (quelli che stanno dall'altro lato). Al momento è un male per entrambi, nella misura in cui vogliono comprare prodotti esteri: da questo punto di vista, ovviamente, la svalutazione della sterlina rispetto all'euro rende tutti gli inglesi meno capaci di acquistare prodotti venduti in euro.

- Cosa implica questo per il benessere degli inglesi e degli italiani? Se fosse vero, come un commentatore suggerisce più sopra, che entrambi i popoli vogliono vendere tutto quanto producono per comprarsi uno ed uno stesso bene (es. oro) allora in questo momento gli italiani si comprerebbero più oro.

- MA, ed è un ma importante, siccome quanto vogliamo comprarci raramente consiste in migliaia di tonnellate di oro, mentre invece vogliamo comparci panini, servizi medici, di trasporto, magliette, vino, spettacoli e financo servizi sessuali, allora contano i prezzi a cui vengono venduti i beni che compongono il paniere che vogliamo comprarci. A QUEI PREZZI, che sono quelli PPP o quelli dell'anno base, gli inglesi sono ancora abbastanza più benestanti degli italiani.