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Certo che con un giornalismo così...

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la replica per tutti è che difficile apparire autorevoli se poi si scade in considerazioni "da bar" come quella sulle scuole di giornalismo o sul fatto che i giornali sono sussidiati dallo Stato. I 200 milioni (ridotti del 60% in tre anni) per l'editoria sfigurano di fronte alle somme per i settori dell'energia, dell'auto, delle tlc, le banche, la scuola, l'agricoltura, il volontariato e quant'altro. Da persone con una formazione economica mi aspetto che sappiano distinguere il "peso specifico" dei vari aiuti

Sono io che ho fatto le considerazioni "da bar" riportate. Intanto il tono "da bar", nei termini di scarsa o nessuno autorevolezza, lo propagano servizi come quello di Repubblica qui discusso. Lo so che voi giornalisti siete abituati a non sentirvi mai criticare, ma si adegui, se intende leggere spesso questo blog: qui le fesserie le chiamiamo per quello che sono ... alle volte i toni possono ricordare il bar? Forse sì, ma sappia che alla fine le consumazioni ce le paghiamo noi, senza sussidi di stato e in genere ordiniamo roba buona da leggere e commentare.

Se non sono le scuole di giornalismo responsabili dello sfascio del giornalismo italiano, mi dica, cosa è che produce la situazione che è sotto gli occhi di tutti? Non passano per le scuole di giornalismo, gli aspiranti giornalisti? No??? E come si selezionano? Sono i politici che comandano?

La storia dei contributi all'editoria, che sono modici e dunque accettabili, poi non si discute nemmeno...non stiamo parlando di droga per uso personale in modica quantità.

Ps: Comunque guardi, io almeno apprezzo che lei venga qui e cerchi di rispondere.

Ps: comunque guardi, io almeno apprezzo che lei venga qui e cerchi di rispondere.

Sottoscrivo, anche a nome degli altri redattori. Anzi, rilancio: se luca volesse iniziare ad approfondire la questione dello stato del giornalismo, noi siamo pronti a discuterne