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Certo che con un giornalismo così...

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200  milioni (ridotti del 60% in tre anni) per l'editoria sfigurano di fronte alle somme per i settori dell'energia, dell'auto, delle tlc, le banche, la scuola, l'agricoltura, il volontariato e quant'altro. Da persone con una formazione economica mi aspetto che sappiano distinguere il "peso specifico" dei vari aiuti.

Le dimensioni non contano, in questo caso: conta il principio e cioé che se i giornali ricevono finanziamenti statali, allora possono essere influenzati dalla politica. Inoltre, a ben vedere, bisognerebbe confrontare l'entità dei finanziamenti rispetto al conto economico di un giornale, prima di paragonarli ai finanziamenti all'auto, all'energia, etc.

Tutti gli indicatori sono fallaci, ma raramente sono generosi con noi, questa era una notizia.

Questo lo capisco. Anche a me piacerebbe leggere finalmente del cambio di tendenza e di come sia l'Italia a guidare finalmente, invece che a seguire, nelle classifiche internazionali. Tuttavia prima di dirlo, bisogna essere sicuri che sia vero!