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Certo che con un giornalismo così...

2 commenti (espandi tutti)

mi permetto di rompere la vostra monolitica certezza sull'incompetenza di noi giornalisti italiani dicendo che siamo in buona compagnia.

Il sorpasso è stato accettato e annunciato dalla stessa Inghilterra come riportava in prima pagina il dailytelegraph il 23 ottobre scorso.

Certamente l'incompetenza e la disonesta' sono diffuse in tutto il mondo e sembra che ovunque sia giornalisti che politici si distinguono in entrambe. Tuttavia confrontando l'articolo citato del Daily Telegraph con quello del Corriere della Sera risulta confermata aneddoticamente la tesi generale che i giornalisti italiani sono piu' incompetenti e piu' disonesti di quelli oltre le Alpi, nel caso particolare di quelli inglesi.

Infatti il Daily Telegraph almeno nel testo dell'articolo informa correttamente i lettori che "The fall in Britain’s comparative size since then has been due partly to the devaluation of the pound by almost a third and partly to the severity of the recession."  Cio' e' gia' stato sottolineato da Sandro Brusco ma repetita iuvant. Invece nel Corriere della Sera questa utile informazione viene omessa, e lo stesso accade (per quanto so quasi ovunque) negli altri mezzi di informazione italiana.

Inoltre la scelta dei vocaboli da parte dei giornalisti italiani conferma la loro peggiore qualita' rispetto a quelli inglesi, in questo caso. Infatti il Corriere della Sera, come diversi altri giornali scrive che "l'Italia e' il sesto paese piu' ricco" (poi aggiunge, tra quelli industrializzati) cercando di far passare l'idea che anche gli italiani sarebbero, mediamente, i sesti piu' ricchi al mondo.  Invece il giornale inglese scrive molto piu' correttamente "UK economy overtaken by Italy". Il confronto in cui l'Italia ha superato l'Inghilterra e' il totale dei beni prodotti in un anno nei due Paesi in termini nominali delle due monete usate e messe in relazione col cambio sterlina - euro. Quindi il confronto e' tra economie, in termini nominali.

In termini economici la misura piu' vicina al concetto abituale di ricchezza e' il PIL pro-capite a parita' di potere d'acquisto (visto che quanto viene prodotto viene consumato, prevalentemente, nello stesso Stato e consiste primariamente in servizi).  Un Paese puo' avere un PIL elevato ma i suoi cittadini possono essere ad un livello miserabile di poverta', se sono tanti. Il PIL di uno Stato come l'Italia e' grande solo perche' pur essendo gli italiani immagino intorno al 15o posto nel mondo come PIL PPP pro-capite, essi sono 60 milioni e quindi molti di piu' dei veri Paesi ricchi come Svizzera, Irlanda, Norvegia, Svezia: solo moltiplicando un piccolo numero del PIL per un grande numero di persone l'economia italiana risulta tra le maggiori dei Paesi industrializzati.

Nel confronto tra politici, fermandoci solo ai due articoli citati, devo invece concludere che lo Shadow Chancellor George Osborne e' sullo stesso livello di Berlusconi e Tremonti: nessuno dei tre accenna al fattore del cambio sterlina - euro, che nella variazione del PIL nominale negli anni recenti e' il fattore di gran lunga dominante. E se i giornalisti di entrambi i Paesi avessero voluto fare vera e corretta informazione avrebbero dovuto dare le definizioni di PIL nominale e PPP e possibilmente includere due grafici degli ultimi 10 anni di entrambe le quantita' per i due Stati e pro-capite.

Per concludere, sempre in base ai due articoli citati, devo rilevare che fanno una figura migliore i due politici italiani citati (Berlusconi e Tremonti) che correttamente parlano di economia italiana che ha superato quella inglese, pur omettendo "in termini nominali" rispetto ai giornalisti italiani del Corriere della Sera che disinformano probabilmente per incompetenza o comunque seguendo una insulsa tradizione di informazione manipolata e scorretta, scrivendo di Italia Paese "ricco" invece che Paese "con una grande economia".

Mi accodo qui, per proseguire nel thread. I punti salienti sono stati gia' fatti dai commentatori precedenti. Cioe', riassumendo: (1) occorre fare paragoni, per quanto possibile, mantenendo comparabile il potere d'acquisto, per evitare proprio che rapidi cambiamenti nei tassi di cambio facciano credere che un'economia abbia superato un'altra. (2) Se proprio si vogliono fare paragoni fra paesi, occorre guardare al reddito pro-capite, o PIL pro-capite, di nuovo in PPP (purchasing power parity).

Ma devo aggiungere alcune puntualizzazioni, che purtroppo riguardano nello specifico i giornalisti italiani.

1. In realta' il Corriere della Sera aveva inzialmente riportato la notizia abbastanza correttamente: il 25 ottobre il giornalista Paolo Lepri parla del sorpasso ma dice esplicitamente (gia' nel titolo) che la cosa e' dovuta in gran parte al tasso di cambio:

Questa piccola rivoluzione nella gerarchia economica è stata provocata in primo luogo dal rafforzamento dell' euro rispetto alla sterlina: in realtà il Pil italiano è calato del 5% e quello britannico di poco meno.

Certo, anche Lepri avrebbe potuto spiegare che la cosa ha scarso significato sostanziale, che si deve guardare a dati PPP, che bisogna guardare a reddito pro-capite, ecc. Ma diciamo che sostanzialmente pareggia col Daily Telegraph.

2. Il secondo pezzo del Corriere, questa volta non firmato, invece fa una confusione tremenda. Apre ricordando il sorpasso in termini di PIL, prosegue citando Berlusconi, e passa subito a parlare del superindice OCSE, facendo credere che questo superindice riguardi anch'esso il PIL, mentre invece si tratta di una salsiccia immonda come abbiamo cercato di spiegare. Vale la pena citarlo:

ROMA - L'Italia ha ormai sorpassato la Gran Bretagna per prodotto interno lordo (Pil) e quindi è ormai la sesta nazione più ricca tra i Paesi industrializzati dal mondo. Silvio Berlusconi, riferiscono alcuni presenti, interviene al Consiglio dei ministri per fare alcune considerazioni sullo stato di salute dell'economia nazionale. «Il tempo è stato galantuomo, ora dobbiamo insistere», ha commentato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

L'OCSE E LA RIPRESA - Ad avvalorare le dichiarazioni del premier sulla situazione economica italiana ci sono i dati che riguardano l'area Ocse. Secondo l'Organizzazione parigina infatti, non solo il superindice registra un nuovo rialzo a settembre (di 1,3 punti rispetto ad agosto, e di 3,4 punti su settembre 2008), ma, in questo quadro, l'Italia è il Paese che mostra l'incremento maggiore su base annua (+10,8 punti), con un'economia giudicata «in espansione», mentre su base mensile si registra un +1,3.

...Ma almeno fra di loro,  i giornalisti del Corriere si parlano??

3. L'articolo di Repubblica da cui sono partito io, mi spiace, ma e' il peggiore di tutti. Parla del sorpasso senza neanche spiegare di cosa si tratti. Fa credere che il sorpasso sia avvenuto in termini di contributi all'ONU. Poi passa anch'esso al superindice OCSE, senza spiegare minimanente che cosa sia, o che abbia valenza solo previsiva, o che non abbia niente a che vedere col PIL, ecc.

Mi spiace, ma gli standard di buon giornalismo dovrebbero essere molto piu' alti.