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Certo che con un giornalismo così...

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Stamani sul Corriere on line titolone sull'approvazione della riforma sanitaria "di Obanma" da parte della Camera dei rappresentanti, che dovrebbe ora passare al Senato per l'approvazione definitiva. Come in Italia. Secondo l'Economist, in realtà Obama ha chiesto a Camera e Senato di formulare due piani di riforma, indicando solo alcune linee guida. Una volta approvati i due piani, i rappresentanti delle due assemblee dovrebbero trovare un compromesso che, presumo sarebbe poi votato di nuovo  dalla due assemblee. Chi ha ragione? Io direi a naso l'Economist, sulla base della reputazione. Aspetto lumi dagli amerikani in loco. In ogni caso uno dei due giornali dice una sciocchezza

 

E' il "di Obama" che ti da fastidio? Mi sembra un peccato veniale. La camera ha certamente inserito diverse norme che non piacciono ad Obama, ma se una legge passera' sara' certamente considerata la riforma "di Obama". La legge comunque verra' certamente cambiata al senato.

Credo che gli dia fastidio anche la descrizione della procedura. In altri termini, non e' vero che il testo della Camera adesso passa al Senato che magari lo modifica e lo ripassa alla Camera, ecc (che credo sia quanto accade in Italia, right?).

Invece, Camera e Senato hanno scritto due testi distinti, tenendo conto delle diverse sensibilita' dei propri membri. La Camera ha appena passato il suo, ma con delle norme (come la public option) che il Senato ha gia' detto di non volere. Quando anche il Senato avra' approvato il suo testo, si svolgera' un processo di riconciliazione fra i due testi fino all'approvazione definitiva.

Quindi direi che ha ragione l'Economist.

Quando anche il Senato avrà approvato il suo testo, si svolgerà un processo di riconciliazione fra i due testi fino all'approvazione definitiva.

E, siccome entrambi i testi fanno abbastanza schifo ed in queste operazioni di conciliazione si scelgono sempre i pezzi peggiori delle due parti, ne verrà fuori uno schifo.

Ma questa affermazione, lo so, richiederebbe un lungo post per essere spiegata. Comunque la metto lo stesso. La cosidetta "riforma" sanitaria di Obama è un'ulteriore pietra miliare sulla strada della decadenza di questo paese, asfissiato da special interests e monopoli  d'ogni tipo. Come s'era purtroppo previsto, il signor Obama, vero "democratico di razza" è tutto fuorché "change". È solo il grand commiss di una nuova coalizione di gruppi d'interesse monopolistici, banche, medici, hollywood e wall street, prime fra tutte, seguite a ruota da quelle più tradizionali (insegnanti, sindacati ...).

Non ci siamo capiti. Io non entro nel merito della riforma. Seguivo un post sull'incompetenza dei giornalisti italiani, che non sono in grado di spiegare il funzionamento del sistema USA. Un lettore ignaro potrebbe pensare che la riforma sia approvata per il 90%

(PS il Sole è più corretto)