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Gabbie salariali (I). Perché fa bene differenziare i salari.

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Ciao a tutti!

mi spiace molto che ricercatori\appassionati e professori di economia come voi abbiano questa opinione sul mercato del lavoro ed in particolare sui livelli salariali.

Vi espongo alcune ragioni semplici e dirette:

-) i salari del sud sono già più bassi di quelli del nord! Un commesso/operaio nel sud salento ha uno stipendio di 7-800Euro al mese a fronte di 1100-1200 di un lavoratore di pari grado ed esperienza del nord. Questo a fronte di un costo della vita leggermente inferiore e perchè possono contare sulle famiglie (casa di proprietà, supporto economico ecc.). Questo però non toglie il fatto che se uno deve comprare una macchina o un qualsiasi altro bene di consumo durevole lo pagherà quanto il suo collega del nord, quindi ha di fatto su questo tipo di consumi un potere d'acquisto nettamente inferiore.

-) Nell'articolo è imbarazzante che non venga mai menzionato il lavoro nero. Il lavoro che c'è ma non si vede. Naturalmente uno accetta di lavorare a nero(con salari ridicoli) perchè altrimenti non lavorerebbe proprio.

-) Nell'articolo viene omesso, ancora una volta molto gravemente, che il costo lordo di un lavoratore è dato in media per il 60% dalla retribuzione netta e per il restante 40% dalle tasse a carico del datore e dello stesso lavoratore. Forse si farebbe meglio ad assottigliare quest'ultima percentuale.

-) Ultimo il discorso che esula dal merco calcolo economico: un lavoratore che a parità di grado, competenza e ore di lavoro impiegate viene remunerato di meno è mortificato ed incentivato a migrare. E' così che l'Italia rispetto all'estero ed il sud rispetto al nord perdono giorno dopo giorno cervelli brillanti come voi.

Grazie a presto

StefanoC 

 

 

Non capisco cosa ti faccia credere che prevalga su nFA l'idea di differenziare i salari dall'alto.  Potresti citare chi lo propone? Mi sembra piuttosto che la maggior parte degli interventi sottolineino che e' invece proprio uno (stupido e nocivo) intervento dall'alto da parte dello Stato, dei sindacati e di Confindustria a imporre salari innaturalmente uguali, specie per i dipendenti pubblici, in Regioni economicamente molto diverse, cone non accade di regola in moltissimi altri Paesi piu' civili, progrediti e ricchi dell'Italia. Quello che la maggioranza degli interventi raccomanda e' piuttosto la contrattazione separata per territorio dei salari privati, e l'allineamento dei compensi dei dipendenti pubblici ai salari privati dello stesso territorio.

i salari del sud sono già più bassi di quelli del nord! Un commesso/operaio nel sud salento ha uno stipendio di 7-800Euro al mese a fronte di 1100-1200 di un lavoratore di pari grado ed esperienza del nord. Questo a fronte di un costo della vita leggermente inferiore e perchè possono contare sulle famiglie (casa di proprietà, supporto economico ecc.).

Da dove vengono i tuoi dati?  Esperienze aneddotiche?  Innanzitutto gli stipendi dei dipendenti pubblici sono uguali e non piu' bassi al Sud, e questa e' la maggiore insensatezza economica.  Poi alcuni studi citati su nFA e presentati dalla stampa recentemente indicano un costo della vita ~16% inferiore a Sud e salari privati anche ~16% inferiori a Sud.  Se conosci studi diversi e migliori per favore indicali.  Complessivamente, i dipendenti pubblici che risiedono a Sud hanno salari reali del 16% superiori a quelli del Centro-Nord, e i dipedenti privati stipendi reali comparabili, pur essendo la produttivita' per addeddo meridionale (stima mia) ~20% inferiore in media, e l'occupazione 20-30% inferiore e quindi pur essendo il PIL pro-capite 40-50% inferiore.

Nell'articolo è imbarazzante che non venga mai menzionato il lavoro nero. Il lavoro che c'è ma non si vede. Naturalmente uno accetta di lavorare a nero(con salari ridicoli) perchè altrimenti non lavorerebbe proprio.

Il lavoro nero e' stato citato molte volte in nFA, anche in relazione alle c.d. "gabbie salariali". Per esempio in questo pezzo aggiuntivo dell'autore di questo intervento che commenti:

bisogna accettare il fatto che quello che proporre il mantenimento di salari fuori equilibrio al Sud ha come conseguenza il mantenimento di una situazione permanente di disoccupazione e pervasività di precariato e lavoro nero.

Infine scrivi:

un lavoratore che a parità di grado, competenza e ore di lavoro impiegate viene remunerato di meno è mortificato ed incentivato a migrare. E' così che l'Italia rispetto all'estero ed il sud rispetto al nord perdono giorno dopo giorno cervelli brillanti come voi.

Quello che conta e' il salario reale non quello nominale.  I meridionali non emigrano tanto perche' vengono pagati poco ma piuttosto perche' dati i livelli artificialmente elevati dei salari meridionali privati c'e' poca domanda di lavoro (vengono offerti dalle imprese pochi posti "legali"), c'e' elevata disoccupazione e molti devono scegliere tra un lavoro nero illegale e la disoccupazione.