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Gabbie salariali (I). Perché fa bene differenziare i salari.

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Non c'è dubbio che salari eventualmente più bassi al Sud provocheranno una crisi da offerta e molte persone non saranno più in grado di acquistare quei beni che oggi invece sono alla loro portata, riducendo quindi gli acquisti all'essenziale: casa, alimenti, istruzione.

Marco, non mi è chiaro perchè ci debba essere una crisi di offerta e questo danneggi il Nord. A un salario più basso lavoreranno (in funzione dell'elasticità dell'offerta di lavoro) più persone e l'effetto netto potrebbe essere positivo. La rimozione del vincolo di salario unico per il Nord e il Sud, nell'analisi statica e di breve periodo di Sandro, ha inoltre un effetto di redistribuzione al Sud tra coloro che sono nel mondo del lavoro e coloro che ne sono rimasti esclusi.

Hai ragione, ma credo soltanto in parte. Il monte salari al Sud aumenterebbe nel breve-medio periodo, ma una cosa è avere 10 salari da 1.500 euro, un'altra 22 da 750, a meno che non siano sommabili all'interno di un nucleo familiare. A 750 euro soddisferò i bisogni primari (alimenti,casa, istruzione), ma difficilmente comprerò quel bel salotto fatto da un mobiliere della Brianza, al massimo vado all'Ikea. O anche non comprerò un PC ultimo modello (il telefonino mi sa che piuttosto non mangia), una macchina fotografica ultima generazione e via così.

Insomma il reddito sarà indirizzato su beni prodotti localmente, come buona parte degli alimenti, o servizi fruibili localmente (casa e istruzione). In questo senso il Nord ci rimetterà nuovamente, essendo il Sud Italia un mercato di sbocco naturale per i prodotti del Nord Italia.

Poi, ovviamente, lentamente le cose torneranno al loro posto, si dovrebbe innalzare il tenore di vita al Meridione, il Nord Italia liberato della "zavorra" potrebbe veramente capire cosa farà da grande, oltre che fare a gara a chi piange poiliticamente meglio, insomma potrebbe cambiare qualcosa. Si spera.