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Gabbie salariali (I). Perché fa bene differenziare i salari.

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Fine del Cannonau e dell'Ogliastra, ritorno alla dura realtà.

A rischio di sbagliare anticipo il tema delle gabbie II: i prezzi. Non c'è dubbio che salari eventualmente più bassi al Sud provocheranno una crisi da offerta e molte persone non saranno più in grado di acquistare quei beni che oggi invece sono alla loro portata, riducendo quindi gli acquisti all'essenziale: casa, alimenti, istruzione. Chi ci perderà da un diminuito potere d'acquisto ? Il Nord, ovviamente, visto che la maggior parte dei beni presenti al Sud sono là prodotti. Quindi, un minor ammontare dei salari meridionali provocherebbe un calo delle entrate tributarie, un calo dell'import da altre regioni/nazioni, un possibile sviluppo del meridione dovuto al minor costo della manodopera (come esemplificato da Sandro).

Ritorno quindi all'origine del dibattito: ha la Lega chiesto di introdurre riduzioni salariali al Sud ? NO.

La Lega ha chiesto di aumentare, ripeto, aumentare, i salari dei dipendenti pubblici (i privati erano fuori dalla questione posta dalla Lega), sulla base del "diverso costo della vita". Il discorso era da bar: due tipi si incontrano in un'osteria nordica, il primo dice " mi ciapa 2.500 al mes e laur pur un padrun " il secondo dice " mi ciapa 1.500 al mes e laur pur Roma ladrun" (Il dialetto è liberamente tratto da Aldo,Giovanni e Giacomo). Calderoli e Bossi avranno sentito il discorso e avranno detto: il secondo magari non ci vota, come possiamo fare per farci votare anche da questo ? Et voilà il discorso sugli stipendi inadeguati e da alzare. Altrimenti il figlio di Bossi (quello delle 3tre maturità) come lo mandiamo a fare il consigliere all'Expò 2015 alle spalle di chi vota questi ladroni, che però parlano in dialetto ?

A Sandro dico, semplicemente, ma non si poteva evitare di far aprire gli  occhi, che un'eventuale differenziazione salariale sarebbe per il sud meglio di 20 ponti sullo stretto, costruiti da Impregilo, sede sociale in Milano ? E, aggiungo, pagato dagli stessi settentrionali (ma che non hanno le amicizie giuste, temo..)?

Non c'è dubbio che salari eventualmente più bassi al Sud provocheranno una crisi da offerta e molte persone non saranno più in grado di acquistare quei beni che oggi invece sono alla loro portata, riducendo quindi gli acquisti all'essenziale: casa, alimenti, istruzione.

Marco, non mi è chiaro perchè ci debba essere una crisi di offerta e questo danneggi il Nord. A un salario più basso lavoreranno (in funzione dell'elasticità dell'offerta di lavoro) più persone e l'effetto netto potrebbe essere positivo. La rimozione del vincolo di salario unico per il Nord e il Sud, nell'analisi statica e di breve periodo di Sandro, ha inoltre un effetto di redistribuzione al Sud tra coloro che sono nel mondo del lavoro e coloro che ne sono rimasti esclusi.

Hai ragione, ma credo soltanto in parte. Il monte salari al Sud aumenterebbe nel breve-medio periodo, ma una cosa è avere 10 salari da 1.500 euro, un'altra 22 da 750, a meno che non siano sommabili all'interno di un nucleo familiare. A 750 euro soddisferò i bisogni primari (alimenti,casa, istruzione), ma difficilmente comprerò quel bel salotto fatto da un mobiliere della Brianza, al massimo vado all'Ikea. O anche non comprerò un PC ultimo modello (il telefonino mi sa che piuttosto non mangia), una macchina fotografica ultima generazione e via così.

Insomma il reddito sarà indirizzato su beni prodotti localmente, come buona parte degli alimenti, o servizi fruibili localmente (casa e istruzione). In questo senso il Nord ci rimetterà nuovamente, essendo il Sud Italia un mercato di sbocco naturale per i prodotti del Nord Italia.

Poi, ovviamente, lentamente le cose torneranno al loro posto, si dovrebbe innalzare il tenore di vita al Meridione, il Nord Italia liberato della "zavorra" potrebbe veramente capire cosa farà da grande, oltre che fare a gara a chi piange poiliticamente meglio, insomma potrebbe cambiare qualcosa. Si spera.