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Gabbie salariali (I). Perché fa bene differenziare i salari.

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Si vede invece da un lato una insistenza sul differente costo della vita che confonde e distrae e dall'altro una difesa a priori e senza argomenti dell'uguaglianza dei salari nominali, in quanto questa è la cosa ''giusta'' da fare.

Sandro, bel post.

A proposito di cose "giuste" ti segnalo l'ultimo libro di Akerlof e Shiller sugli "animal spirits". I due suggeriscono di ripensare ai processi decisionali come al risultato di "slanci vitali" (così la traduttrice propone in italiano animal spirits); fra questi c'è anche l'equità.

Ti lascio un passaggio che ragiona sugli stessi temi di questa discussione:

"L'economia contamporanea ha una visione ambigua dell'equità; da un lato esiste molta letteratura (...), ma c'è anche una corrente di pensiero tradizionale secondo cui simili considerazioni dovrebbero essere relegate sullo sfondo (...). Al contrario, siamo convinti che fenomeni basilari come l'esistenza della disoccupazione involontaria (...) possano essere facilmente spiegati se si tiene conto dell'equità. Se la si trascura, questi fenomeni restano misteriosi." (p. 45 nella versione italiana)

Concordo con la tua esposizione (mai dibattito è stato tanto confuso sotto il sole di agosto), ma credo che l'attenzione e il consenso attorno alla proposta meritino una pensata nella direzione indicata dai due.