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Gabbie salariali (I). Perché fa bene differenziare i salari.

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Allora perche' se roba simile la dice Calderoli non va bene?

Il costo della vita non e' il parametro corretto da citare se si propone una differenziazione dei salari giustificandola sulla base della teoria economica piu' condivisa, riassunta nell'intervento di Sandro Brusco.

Ma Calderoli non ragionava certo sulla base della teoria economica (che il 99% degli elettori italiani non sa nemmeno cosa sia), piuttosto Calderoli faceva una ragionamento del tutto corretto sulla base di principi piu' o meno universali o comunque largamente condivisi nella cultura almeno occidentale e in qualche misura correnti anche in Italia, secondo i quali per una prestazione di lavoro uguale dovrebbero essere corrisposti compensi reali uguali, e quindi proporzionali al costo della vita.

In particolare nel contesto italiano vige il principio costituzionale (art 36) che recita "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Se il costo della vita varia, la Costituzione italiana esige che i compensi minimi siano proporzionali al costo della vita. E una lettura onesta della Costituzione imporrebbe di proporzionare anche i salari in generale (a parita' di qualita' e quantita' del lavoro) al costo della vita, in modo che la proporzionalita' garantita dalla Costituzione valga per i salari reali.

Calderoli potrebbe quindi con piena ragione sostenere che stabilire i salari in base al costo della vita sia la piu' genuina interpretazione della Costituzione italiana vigente (che invece come al solito viene interpretata a favore degli amici e applicata con stupidita' e disonesta' contro i nemici).  Nota bene che siccome la Costituzione italiana e' catto-comunista, si fa beffe della produttivita' e di ogni relazione tra salari e produttivita' e/o profitti degli imprenditori. La proposta economicamente corretta di commisurare i salari alla domanda e offerta di lavoro (a loro volta influenzate dalla produttivita' e redditivita' dell'impiego del capitale) e' una proposta eversiva dell'ordine costituzionale (catto-comunista) italiano.

Aggiungo per finire che non solo la proposta di Calderoli di proporzionare i salari (specie pubblici) al costo della vita corrisponde ad una corretta implementazione di un principio costituzionale abbastanza condiviso in Italia, ma diversamente da molti altri principi catto-comunisti nella realta' specifica italiana contingente sarebbe anche utile sia al Nord che al Sud perche' diffrenzierebbe i salari esattamente nella direzione prescritta dalla teoria economica, anche se non nella misura economicamente ottimale, che corrisponderebbe presumibilimente ad una maggiore differenziazione rispetto a quella proporzionale al costo della vita.  Quindi la proposta di Calderoli appare oltre che corretta sulla base dei prinicpi costituzionali anche attenuata e favorevole ai piu' deboli rispetto a quanto imporrebbe la teoria economica (altrimenti conosciuta come "liberismo selvaggio" nella propaganda catto-comunista).