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Gabbie salariali (I). Perché fa bene differenziare i salari.

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Sandro, tutto ciò che dici è giusto e persino ovvio, a meno che non si rifiuti il mercato per partito preso o risulti completamente estraneo ogni ragionamento economico (va ben, spesso anche le due cose insieme ....).

Tu dichiari, però, che ti vuoi occupare solo dei salari privati, e ciò trascura elementi di grande rilievo presenti sulla scena. Adduci, per la tua scelta, una serie di motivi del tutto logici e comprensibili e, probabilmente, il lodevole intento principale è di semplificare un tema che normalmente si caratterizza per una gran confusione nei ragionamenti della maggior parte delle persone, politici inclusi (e, magari, per primi).

Scindendo le due cose, forse, è possibile che la situazione sia più leggibile - sempre che lo si voglia, cosa della quale io continuo a dubitare assai - ma, purtoppo, la questione dell'impiego pubblico ha una rilevanza ancora maggiore e sarebbe necessario intervenire su di essa pesantemente. Lo so, ne abbiamo parlato millanta volte, discutendo delle cause e mettendo in risalto le distorsioni che produce, talvolta anche prospettando strade da percorrere ...... purtuttavia, a mio avviso, tale questione è centrale e non ci si può accontentare di definirla "altra": magari un bel "bignamino" non sarebbe male, meglio se con qualche proposta .......

Avrai notato che questa è la prima puntata: confido che i dipendenti pubblici saran trattati prossimamente.D'altronde trattare pubblico e privato nello stesso articolo avrebbe causato confusione.

Sì, certo Marcello, l'ho notato.

Ma Sandro scrive:

In un post successivo discuterò vari interventi di politici e sindacalisti.

E, poco dopo:

Prima di continuare chiarisco che la discussione si incentra sul settore privato. La determinazione dei salari nel settore pubblico è un tema completamente distinto che viene continuamente e colpevolmente confuso con quello dei salari nel settore privato. Ad esso si applicano considerazioni completamente differenti che qui non ho il tempo di fare. Di certo, almeno dal lato della domanda di lavoro, il settore pubblico non ha concorrenti (solo l'Esercito assume soldati, in Italia, tanto per capirci) quindi il modello concorrenziale non è appropriato. Ed anche dal lato dell'offerta, visti i particolarissimi meccanismi con cui si accede ai vari tipi di impiego pubblico, molte persone sono di fatto escluse da quei tipi di impiego, pur avendo la capacità di svolgere le mansioni in questione. Tralasciamo quindi il settore pubblico e concentriamoci sul privato.

Il che lascia presagire che la "seconda puntata" non tratterà del settore pubblico: ecco perchè gliene ho chiesto, di fatto, una terza ........