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Gabbie salariali (I). Perché fa bene differenziare i salari.

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Ma non è più realistico pensare che la contrattazione centralizzata faccia si' che il w dato per legge sia un salario "medio" inferiore al salario di equilibrio del Nord e che quindi il guadagno atteso dagli elettori del Nord sia di un aumento dei loro salari?

P.S. Avevo dimenticato una cosa: la differenza nel livello dei prezzi non dovrebbe portare ad una maggiore perdita di efficienza (in blu la tua in rosso la mia)? vedi grafico.

mboh

 

Considera però che - per quanto ne so - la contrattazione nazionale fissa, di fatto, i minimi salariali. Se i salari fissati nei contratti nazionali fossero più basi rispetto al salario di equilibrio del nord, non credo che nulla impedirebbe alle imprese del nord di aumentare la parte variabile o ricorrere ai fringe benefit di cui parla l'articolo. E' possibile che ciò avvenga già, in alcuni casi... esistono dati in tal senso?

In secondo luogo, tra le spiegazioni "irrazionali" dell'opinione comune a cui si può pensare, c'è in effetti anche quella che il "nordista ingenuo" si aspetti che una diminuzione dei salari al sud apra la strada a un aumento dei salari al nord. Del resto, potrebbe essere l'ennesima declinazione del mitico modello superfisso: c'è una torta da mangiare (ovviamente di dimensioni date e immutabili!) e, se qualcuno da qualche parte mangia di meno, io avrò opportunità di mangiarne di più.

Variazione sul tema (forse un po' meno assurda, ma giusto un pelo!): poichè il terrone tipico mangia a sbafo dello stato, quindi mangia a spese dell'onesto lavoratore-contribuente settentrionale, salari più bassi al sud (qui inteso come salari pubblici) = meno sperpero dei soldi del nord.

Mi hai preceduto: se la contrattazione nazionale fissa i salari nominali, il livello dei prezzi determina disparità nei salari reali. Se domanda ed offerta di lavoro dipendono dai salari reali, la distorsione (in termini di perdita di occupazione potenziale al Sud) sarà proporzionalmente maggiore.  Introdurre le gabbie salariali (intese come un differenziale fisso dei salari fra Nord e Sud pari alla differenza di costo della vita) potrebbe avere effetti sull'occupazione nel Sud O nel Nord a seconda della procedura scelta. Se si lasciassero invariati i salari del Nord e si diminuissero quelli del Sud del 15%, all'inizio, aumenterebbe l'occupazione nel Sud  (l'ipotesi di Sandro). Se invece si aumentassero i salari del Nord del 15% (l'ipotesi della Lega, direi), lasciando invariati quelli del Sud, diminuirebbe l'occupazione nel Nord. Poi, tutto dipenderebbe dagli effetti di equilibrio economico generale, inclusa la mobilità interregionale del lavoro  e quindi l'effetto finale è indeterminato. In ogni caso, temo che il Nord ci perderebbe. Credo che siamo tutti d'accordo che la soluzione migliore sia lasciare libertà di contrattazione al Sud ed al Nord...