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Il meridione o i meridionali

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caro Alberto

Mia moglie insegna ad Udine da undici anni e mi conferma che i friulani doc parlano e capiscono benissimo l'italiano (su quello scritto hanno qualche problemino, ma è un caso diverso).  Mi spieghi una tantum perchè diavolo mio figlio (12 anni, nato e cresciuto a Pisa) dovrebbe sprecare 3-4 ore la settimana ad imparare il friulano, se volessimo trasferirci ad Udine, sacrificando altrettante ore di insegnamento di altre materie (in primis l'inglese)? E se poi si innamorasse di una catanese, e decidessero di trasferirsi in Sicilia? Dovrebbe imparare anche il siciliano? Ma ti rendi conto che non avrebbe alcun senso, anche se fosse tecnicamente possibile (e non mi sembra che lo sia, almeno in un paese "incivile" come l'Italia)? E' solo una presa di posizione ideologica per raccattare qualche voto

 

 

 

 

Mia moglie insegna ad Udine da undici anni e mi conferma che i friulani doc parlano e capiscono benissimo l'italiano (su quello scritto hanno qualche problemino, ma è un caso diverso).  Mi spieghi una tantum perchè diavolo mio figlio (12 anni, nato e cresciuto a Pisa) dovrebbe sprecare 3-4 ore la settimana ad imparare il friulano, se volessimo trasferirci ad Udine, sacrificando altrettante ore di insegnamento di altre materie (in primis l'inglese)?

Io ritengo che l'apprendimento della lingua locale a scuola, per un numero di ore appropriato, sulla cui consistenza possiamo basarci sugli esempi che ci vengono da Stati esteri civili e progrediti, sia utile sia per i nativi del luogo che, come scrive Tullio De Mauro "hanno diritto sacrosanto ad avere insegnata a scuola la propria lingua madre" sia per chi soggiorna provenendo da altri luoghi, che godra' di una migliore integrazione con i locali e ne ricevera' anche sicuri benefici sia in termini linguistici sia in termini generali di apertura mentale, maggiore tolleranza e disponibilita' verso gli altri, come mostrano gli studi dedicati. Ritengo che non vi sia alcuna interferenza negativa con l'insegnamento di lingue straniere, anzi una facilitazione se la lingua locale viene insegnata a partire dalle scuole elementari.

E' vero che anche i friulani generalmente parlano italiano senza problemi, tuttavia ti ricordo che in Italia ben il 14% dei cittadini (dati di Tullio De Mauro) non conosce l'italiano. Inoltre, sia in casa che fuori casa ancora oggi gli italiani usano di preferenza lingue locali diverse dall'italiano, come puoi leggere in questo articolo del Corriere della Sera del 23 maggio 2009:

I sondaggi Doxa (dal ' 74 ad oggi) mostrano
una «progressione» dell' uso dell' italiano per nulla scontata: in
casa si è passati in media dal 25 per cento al 33,7. Fuori casa: dal
34,0 al 39,2. Insomma è l' italiano, come prima lingua, ad essere una
minoranza
. In particolare in Veneto, negli ultimi vent' anni - secondo
uno studio dei professori Santipolo (Bari) e Tucciarone (Venezia),
editore Franco Angeli - il dialetto è stato reinterpretato come un
vero e proprio we-code, (un codice di identità del noi collettivo).
Tanto che la quasi totalità dei 1.030 adulti intervistati, con figli a
scuola, si definisce bilingue. E il 68 per cento delle madri più
giovani con i figli parlano in dialetto
.