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Il meridione o i meridionali

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e' di oggi

palma 17/8/2009 - 14:45

la notizie che due corti (non sto a tediare l'universo mondo su come funziona qui) hanno emesso la sentenza che le lingue ufficiali

(che riporto qui

hanno il diritto tutte di esser insegnate e imparate.

Il sindacato degli insegnanti e' scocciatissimo.

(qui = ZA, le 11 lingue ufficiali, non sono la totalita' delle lingue parlate ed alcune sono capite com x'hoi-sai da pochissime persone al mondo)

 

Ho l'unico vantaggio di essere nella terra della lingua maggioritaria (classifica in termini di numero di persone con lingua madre X

1. isiZulu

2. Afrikaans' tal

3. English

 

In Italia non ho mai capito bene cosa sia un dialetto (mai lo disse la lega? son davvero curioso)

si consideri: io sono in grado (adesso) di dire che Sig. ra Risi, di gran successo dice di essere di Venezia e non lo e' (e' di Pellestrina.)

Il "sardo" esiste? la mia (offuscata) memoria mi dice che a Palau parlano una versione di catalano/corso, a Cagliari un'altra cosa.

Ergo quanti dialetti si dovrebbero insegnare nelle proposte di Calderoli?

In Italia non ho mai capito bene cosa sia un dialetto (mai lo disse la lega? son davvero curioso)

I testi piu' recenti di grammatica italiana delle superiori lo spiegano correttamente: lingue perlopiu' eredi del latino e con sviluppo separato anche se con mutua influenza rispetto al toscano che ha dato luogo all'italiano. Non sono varianti dell'Italiano ma (almeno le lingue locali "romanze") piuttosto apparentate dal fatto di discendere dal latino. Come scrive Tullio De Mauro alcune lingue locali italiane sono piu' vicine al francese che all'italiano, e la loro distanza linguistica dall'italiano e' superiore alla distanza linguistica tra italiano e rumeno, se ricordo bene.

Il "sardo" esiste? la mia (offuscata) memoria mi dice che a Palau parlano una versione di catalano/corso, a Cagliari un'altra cosa.

Mi sembra che wikipedia abbia una buona trattazione dell'argomento: http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_sarda. Nella zona di Alghero la lingua locale maggioritaria e' una variante del catalano, riconosciuta lingua minoritaria nello Stato italiano indipendentemente dalla lingua sarda.

Ergo quanti dialetti si dovrebbero insegnare nelle proposte di Calderoli?

Non lo so.  Gli esponenti della LN dovrebbero passare dalle ciance alle proposte concrete. Se non altro per costringere gli altri partiti ad esprimere col voto la loro reale posizione. Peraltro stando alle ultime esternazioni di Bossi sembra che si siano resi conto (meglio tardi che mai) che almeno in alcune Regioni padane gli abitanti hanno un genuino interesse per le lingue locali e che c'e' un discreto consenso anche per l'insegnamento a scuola.

I testi piu' recenti di grammatica italiana delle superiori lo spiegano correttamente: lingue perlopiu' eredi del latino e con sviluppo separato anche se con mutua influenza rispetto al toscano che ha dato luogo all'italiano. Non sono varianti dell'Italiano ma (almeno le lingue locali "romanze") piuttosto apparentate dal fatto di discendere dal latino. Come scrive Tullio De Mauro alcune lingue locali italiane sono piu' vicine al francese che all'italiano, e la loro distanza linguistica dall'italiano e' superiore alla distanza linguistica tra italiano e rumeno, se ricordo bene.

I cosiddetti dialetti settentrionali o Gallo-Italici,non derivano  direttamanente dal latino, allo stesso modo in cui l'inglese deriva dall'anglosassone, quale mistura di Norreno, Celtico, Latino e proto-germanico, derivano bensì dalla cosiddettà koinè alto italica, storicamente chiamata lombardo,una lingua volgare comune a tutta la comunità padana, nettamente differenziata dall' italiano (fururo) e dal toscano. Tale idioma aveva come bacino culturale di riferimento non l'italica penisola ma bensì il vicino provenzale, con cui è strettamente imparentato.

I cosiddetti dialetti settentrionali o Gallo-Italici,non derivano  direttamanente dal latino, allo stesso modo in cui l'inglese deriva dall'anglosassone, quale mistura di Norreno, Celtico, Latino e proto-germanico, derivano bensì dalla cosiddettà koinè alto italica, storicamente chiamata lombardo,una lingua volgare comune a tutta la comunità padana, nettamente differenziata dall' italiano (fururo) e dal toscano. Tale idioma aveva come bacino culturale di riferimento non l'italica penisola ma bensì il vicino provenzale, con cui è strettamente imparentato.

Questo livello di dettaglio mi sembra fuori luogo in un blog economico-politico. Mentre la derivazione dal latino dei dialetti settentrionali sia galloromanzi che retoromanzi e' incontestabile, la koine' alto-italica e' piu' materia di ricerca che materia per libri di testo delle scuole superiori, anche per la scarsita' di documentazione scritta.

Per quel che so dalla lettura degli atti del congresso di Trento del 1993 di linguistica romanza, c'e' consenso sul fatto che esistesse intorno all'anno 1000 una lingua intercomprensibile nelle regioni padane denominata reto-cisalpino o padanese, e tale lingua era in buona misura intercomprensibile anche con le altre lingue galloromanze (occitano, franco-provenzale e francese). Questo reto-cisalpino e' piu' uno stadio dell' evoluzione dal terdo latino e verso le lingue locali settentrionali esistenti oggi che una lingua separata.  Non essendoci organizzazione statale che usasse quella lingua in forma scritta, c'e' stata una continua naturale evoluzione.

oh be', io ero troppo imprecisa e lui troppo preciso, certo che trovare il livellodi precisione che ti si confà è ben difficile.

Comunque segnalo un intervento piuttosto interessante nel podcast di RadioTreScienza

http://www.radio.rai.it/radio3/podcast/lista.cfm?id=273

(la trasmissione è quella del 20 agosto, resterà pertanto disponibile fino al 27).

Per chi non avesse familiarità con il programma, essendo esso composto di tre blocchi di interviste, la parte che interessa in questa sede è quella centrale, all'incirca dal 10° minuto al 24°.

 

 

beh se ritieni corretto quello che trovi su wikipedia puoi benissimo contarli http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_dei_dialetti_d'Italia