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Il meridione o i meridionali

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Devi anche vedere dove vengono assunti i laureati del sud al nord, se usi come proxy della meridionalità l'accento vocale, allora in praticamente nessuna pmi (quanto meno per la mia esperienza professionale ante-università, nell'area Bresciana) trovi laureati del sud o comunque gente del sud a prestare professioni intellettuali(un ingegnere del sud è raro come un uovo di fenice). Questi trovano lavoro oltre, che per le professioni in la cui remunerazione tende all'arbitraggio, ovvero qualunque posto statale o similare oppure presso impiegi la cui propenskione al rischio è comunque bassa come in banca normalmente banche grosse non le piccole BCC o le casse di risparmio, o comunque nelle cose grosse dove la selezione non utilizza come proxy della preparazione, l'università di provenienza.

Basta che ti sposti a Milano in aziende più grandi ed i laureati meridionali diventano una quota significativa (ad occhio sul 30%)

Quindi, a quanto pare, nei lavori privati i prezzi più bassi del Sud sono compensati da un minor salario totale in busta e quindi il salario reale è eguale. Ammettiamo sia vero. La domanda sorge spontanea: ed i dipendenti pubblici? Il loro salario è per definizione eguale in tutta la penisola, ed anche la produttività lo è in teoria, dato che le mansioni sono eguali. Quindi il loro salario reale è del 15-20% più alto nel Sud (dove infatti vogliono trasferirsi in massa, a quanto capisco). Quindi le gabbie salariali dovrebbero essere adottate SOLO nel pubblico impiego. Firmiamo una petizione?

nei lavori privati i prezzi più bassi del Sud sono compensati da un minor salario totale in busta e quindi il salario reale è eguale. Ammettiamo sia vero. La domanda sorge spontanea: ed i dipendenti pubblici? Il loro salario è per definizione eguale in tutta la penisola, ed anche la produttività lo è in teoria, dato che le mansioni sono eguali. Quindi il loro salario reale è del 15-20% più alto nel Sud (dove infatti vogliono trasferirsi in massa, a quanto capisco). Quindi le gabbie salariali dovrebbero essere adottate SOLO nel pubblico impiego. Firmiamo una petizione?

Per la verita' non conosco nessuno che concretamente (a parte farneticazioni da comizio) stia proponendo di fare delle gabbie salariali con legge dello Stato. Ma quello che scrivi e' in prima approssimazione corretto.  In seconda approssimazione, i salari reali privati nel Sud dovrebbero essere inferiori a quelli del Nord, non piu' o meno uguali come risulta dall'indagine di Bankitalia, sia per motivi di equita' sia per motivi di utilita' ed efficienza, infatti:

  1. la disoccupazione a Sud e' piu' elevata (Fassino dice 15% contro 4%)
  2. l'evasione fisco-contributiva e' molto superiore a Sud privato (un fattore da 3 a 6)
  3. la produttivita' e' inferiore (vedi grafico pubblicato altrove).  Quindi equita' ed efficienza richiederebbero una ulteriore differenziazione tra salari privati tra Sud e Nord rispetto a quella esistente oggi, quindi non solo i salari pubblici dovrebbero essere differenziati.

I primi due indicatori testimoniano che i salari legali minimi a Sud (quelli del contratto nazionale) sono troppo elevati, il terzo dato segnala che i compensi reali privati vanno diminuiti. La differente produttivita' infine indica che per equita' e per stimolare sviluppo vero i salari legali devono diminuire. Ma nel Paese dei polli che si credono furbi si preferisce tenere tutto com'e' e abbassare i salari medi effettivi privati a Sud attraverso l'evasione fisco-contributiva e/o la sotto-occupazione.  Contemporaneamente si da' un iniquo premio a dipendenti pubblici meridionali e dipendenti di imprese non soggette a concorrenza nel Sud per comperare il loro voto. Questo sistema non funziona e dal 1995 ad oggi il reddito PPP del Sud Italia e' stato distanziato non solo da Spagna e Grecia, ma perfino anche dal Portogallo.

I salari privati dovrebbero essere commisurati alla realta' di mercato con adeguata contrattazione territoriale, anche se cio' inciderebbe sul potere dei sindacati confederali che (con enfasi peraltro molto diverse) si oppongono.  I salari pubblici non dovrebbero essere fissati con atto d'imperio discrezionale dello Stato ma dovrebbero essere calibrati con qualche meccanismo passivo e automatico ai salari privati medi della provincia, ed eventualmente aggiustati al ribasso in presenza di eccesso di offerta di lavoratori e aggiustati al rialzo in presenza di carenza di lavoratori.