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Il meridione o i meridionali

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Re(7): Sega Nord

Michele 30/7/2009 - 15:39

Ammetto di non aver mai dedicato molto tempo a pensare alla questione della lingua nazionale.
Non sono in cattiva fede. Semplicemente penso che, tra tutti i problemi che ci sono in Italia, questo sia uno con priorita' bassa su cui riflettere.

Sono d'accordo che crescere in un ambiente multi-linguistico sia una ricchezza. Tuttavia non sono sicuro che ci sia un effettivo bisogno di insegnare il dialetto a scuola, mi sembra una mossa backward looking. Penso che ci siano costi associati alla transizione verso questa scelta. Per questo, se proprio vogliamo andare verso un bilinguismo, proponevo piuttosto di insegnare piu' lingue straniere, che aprono la mente lo stesso e aprono ancora piu' porte alle nuove generazioni, sia in casa che all'estero. Inoltre l'accusa di sciovinismo e' applicabile anche in senso opposto: pensi che sarebbe piu' sciovinista un'Italia con l'Italiano e tanti dialetti ufficiali oppura un'Italia con l'Italiano e le lingue straniere? (Preciso che ognuno ha il diritto di essere sciovinista, se vuole, e penso che questo punto non sia rilevante sulla scelta della lingua, perche' mi puzza un po' di Stato etico: e' una linea sottile, lo Stato non dovrebbe avere come scopo l'educazione edificante delle masse)
Insomma, non vedo un vantaggio competitivo differenziale nella tua proposta di un bilinguismo dialettale contro un bilinguismo con una lingua moderna.

Capisco che ci sono stati in cui si parla piu' di una lingua. D'altronde ci sono anche stati in cui se ne parla una sola, e non mi sembra che gli abitanti siano meno intelligenti dei paesi pluri-linguisti, quindi c'e' piu' di un modello linguistico che possa funzionare. La globalizzazione porta a perdere una parte delle particolarita' locali a favore dell'allargamento del mondo raggiungibile.
Di nuovo, adottare il dialetto puo' essere un modo di stimolare maggiornamente le persone, ma non e' l'unico e le persone che parlano una sola lingua possono trovare altri stimoli, diversi dal dialetto.

Anche a me hanno insegnato a scuola ad avere orrore delle lingue che muoiono, perche' se muore una lingua si perde qualcosa. Orwell in 1984 dice che il regime imponeva un'unica lingua e che ne restringeva il vocabolario anno dopo anno. Quello che non mi dicevano all'epoca e' che la gente continuava a parlare, anche se una lingua moriva e lo faceva in un'altra lingua, che poi si evolveva nel tempo. Per non parlare del fatto che tanti a scuola hanno studiato latino e greco, anche se sono lingue morte, quindi non e' neppure detto che se la gente smette di parlare una lingua questa muoia per sempre.
Insomma da che mondo e' mondo le lingue nascono, si evolvono e certe volte scompaiono. E' la vita.