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Il meridione o i meridionali

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I Lombardi di quel tempo non esistono più.

OK.

Ma oggi, a quasi 170  anni di distanza dall’ultima redazione del romanzo (un arco temporale ampio in cui sono accadute molte cose non trascurabili,  ovviamente, di pari passo con tutto il resto, anche sotto il profilo linguistico), noi tutti ci esprimiamo in italiano, che è la nostra lingua comune.

Questo non e' corretto.  Tullio De Mauro conta alcuni anni fa almeno un 14% di italiani che non conosce l'italiano.  Inoltre il 60% degli italiani conosce e usa una seconda lingua oltre l'italiano.

Si vogliono valorizzare le tradizioni locali? Bene, si insegni anche la dialettologia (cosa che, seppur a discrezione del singolo insegnante, già si verifica).

Non sono d'accordo.  Quanto scrivi puo' forse essere appropriato dove le lingue locali sono state totalmente sradicate.  Ovunque la lingua madre sia diversa dall'italiano, come ad es. in ampie aree del Friuli e del Veneto, ma credo anche in alcune aree lombarde e piemontesi, concordo con Tullio De Mauro che sia diritto sacrosanto imparare la propria lingua madre a scuola, come succede di regola in molti Stati progrediti e civili. Cio' non preclude l'apprendimento anche dell'italiano, anzi va favorito il multi-linguismo, che e' benefico per vari motivi. In ogni caso tutto dipende dalla percezione che di questi temi hanno gli elettori, tale percezione puo' anche variare nel tempo.