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Il meridione o i meridionali

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Se c'è un esempio di lingua che si è affermata in campo culturale, politico, amministrativo, pubblico e scientifico in totale assenza di un esercito (i.e. un potere superiore che l'abbia imposta a danno delle parlate locali) ma solo per la sua intrinseca forza culturale, ebbene, questa è proprio l'italiano.

L'italiano si e' affermato senza esercito unicamente come lingua letteraria morta presso microscopiche elites. Per l'ineffcienza dello Stato italiano post-unitario l'italiano non si e' diffuso presso le masse popolari dei sudditi nemmeno quanto c'erano esercito e marina. Come documenta Tullio De Mauro l'Italiano si e' diffuso presso le masse popolari solo a partire dagli anni '60 grazie alla TV.

Prendiamo come esempio proprio  Venezia: sebbene la lingua veneziana  fosse fortemente in uso in tutto il territorio della Serenissima, non solo non fu mai imposta in nessun modo né tutelata dalle leggi della Repubblica, ma, al contrario,  era in italiano e non in veneziano che la Serenissima Repubblica adottava i propri atti amministrativi, così come dobbiamo al patrizio venziano Pietro_Bembo la codificazione dell'italiano come lingua dotta nel '500.

Non ha molto senso considerare la politica linguistica di Stati evidentemente non nazionali e invece evidentemente di natura e struttura medievale.  Come in tutti gli Stati coevi, inclusa la Francia, la Serenissima non aveva una lingua prevalente e al suo interno convivevano anzi le lingue piu' diverse, ognuna con varianti dialettali: lombardo orientale, veneto, friulano che ai tempi di Nievo arrivava a Portogruaro e prima immagino arrivasse alle porte di Venezia, istrioto, greco, albanese.  Come in tutti gli Stati coevi, non esisteva istruzione obbligatoria ne' lingua ufficiale e gli atti di governo erano tendenzialmente in latino. A quei tempi la religione era piu' importante della lingua.  E' vero che anche la Serenissima ha tendenzialmente usato l'italiano, dopo il latino, per gli atti ufficiali di governo.  Si tratta di una scelta ben comprensibile in uno Stato fortemente differenziato linguisticamente al suo interno, dove avrebbe causato problemi usare invece la lingua locale dell'area dove era concentrato, non democraticamente come quasi ovunque in quei tempi, il potere politico.