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Il meridione o i meridionali

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I punteggi - i titoli - sono influenzati, ad esempio, dal voto di laurea e non tengono conto della qualità della formazione ricevuta, solitamente correlata alla difficoltà affrontate per conseguirla, maggiori in atenei più prestigiosi che ragionevolmente possiamo ritenere più esigenti con i propri allievi.

Il dibattito italiano sull'istruzione, sui titoli di studio, ecc. è sempre influenzato da molta ideologia. Per chi cerca di alimentare qualche straccio di dibattito scientifico e di policy in qualche modo convergente con il resto del mondo non c'è scampo. Però ci provo lo stesso a spendere altre righe.

I titoli di studio non sono pezzi di carta, come è stato fatto credere erroneamente agli Italiani da un ex-Presidente della Repubblica. Un titolo di studio è un certificato, e va rilasciato a fronte della verifica delle conoscenze e delle competenze previste per (il livello minimo di) rilascio. Se ci sono istituti, Università che non svolgono correttamente il loro compito, bisognerà a maggior ragione istituire un sistema di controlli e verifiche esterne (sui processi interni), e vedere di ricondurre l'istituzione al rispetto di standard di apprendimento congruenti con il livello del titolo in questione (laurea, laurea magistrale, dottorato). Non vi è libertà, nel resto del mondo, in merito al rilascio di titoli accademici. Se in Italia c'è più caos è per il comportamento concreto delle persone ma anche per la mancanza di un sistema di garanzia della qualità che sorvegli ciò che va sorvegliato, sia a livello di istituzione (primariamente) e poi a livello di sistema. E' la soluzione corretta che non avete ancora discusso, non la mera rilevazione del problema.

RR

Se ci sono istituti, Università che non svolgono correttamente il loro compito, bisognerà a maggior ragione istituire un sistema di controlli e verifiche esterne (sui processi interni), e vedere di ricondurre l'istituzione al rispetto di standard di apprendimento congruenti con il livello del titolo in questione (laurea, laurea magistrale, dottorato). Non vi è libertà, nel resto del mondo, in merito al rilascio di titoli accademici. Se in Italia c'è più caos è per il comportamento concreto delle persone ma anche per la mancanza di un sistema di garanzia della qualità che sorvegli ciò che va sorvegliato, sia a livello di istituzione (primariamente) e poi a livello di sistema. E' la soluzione corretta che non avete ancora discusso, non la mera rilevazione del problema.

Credo che lo abbiano capito quasi tutti sia gli scriventi che i lettori di nFA, che in qualche modo qualcosa debba essere fatto per assicurare delle valutazioni uniformi delle competenze acquisite, in modo che i titoli rilasciati siano utili e confrontabili onestamente.  Per chi leggesse prima di criticare questi concetti sono stati espressi almeno qui (notando pero' che la soluzione non appare realizzabile se non in tempi biblici, ne contesto italiano) e discutendo di riforma dell'universita'.