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Il meridione o i meridionali

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Marco, a volte fai incazzare anche me che sono uno che non s'incazza mai! :-)

Fai incazzare perché, avendoti conosciuto, so che non sei per niente tonto, anzi, e che i numeri li capisci, eccome che li capisci.

Però ti fai prendere da questi campanilismi assurdi, e reagisci di scatto senza dare un'occhiata ai fatti e raccontandoci invece aneddoti personali - questa degli aneddoti dev'essere una caratteristica del piccolo imprenditore che frequenta nFA, devo dire, visto che anche Franco ha la stessa tendenza ... :-)

Cos'hai contro le statistiche? Le statistiche dicono quello che tu ti ostini a negare, non ci sono né santi né madonne. IN MEDIA (o, se vuoi parlar difficile possiamo anche confrontare distribuzioni e dire che una "domina stocasticamente" l'altra, ma spero non serva arrivare a questi estremi) gli studenti di scuola media e media superiore del Sud vengono promossi con più frequenza e ricevono voti molto più alti che quelli del Nord. Idem per i laureati, dove i 110 e Lode si sprecano.

Si dà poi il caso che tutte le statistiche di tutti i tests che controllano la preparazione effettiva dicano l'opposto, ossia in questi tests (ed in quelli PISA in particolare, che sono probabilmente i migliori) gli studenti che hanno frequentato le scuole del Meridione d'Italia fanno drammaticamente peggio di quelli che hanno frequentato quelle del Centro e, in particolare, del Settentrione (quelli di Trento e Bolzano, poi, sembrano Marziani).

I fatti son quelli, le statistiche son quelle. Magari puoi proporne una spiegazione diversa, un diverso meccanismo che generi regolarmente tali osservazioni, ma non puoi negare l'osservazione statistica sulla base dell'amico tuo o del conoscente o di quanto sa la matematica qualche amico mio professore a Napoli, suvvia!

Le statistiche dicono quello che tu ti ostini a negare, non ci sono né santi né madonne. IN MEDIA (o, se vuoi parlar difficile possiamo anche confrontare distribuzioni e dire che una "domina stocasticamente" l'altra, ma spero non serva arrivare a questi estremi) gli studenti di scuola media e media superiore del Sud vengono promossi con più frequenza e ricevono voti molto più alti che quelli del Nord. Idem per i laureati, dove i 110 e Lode si sprecano.

Innanzitutto mi scuso per i refusi nel mio commento, Capozzi e non Caponi,  Reggio Calabria e non Catanzaro, ma ero reduce da una cena, con inevitabile contorno di vino e limoncello.

Sulle statistiche: non le nego assolutamente, so ancora leggere. Ma i test PISA sono sugli studenti quindicenni e non hanno alcuna relazione con la votazione dello studente, ma solo sul suo grado cognitivo. Dire che un 7 in matematica al Sud equivale a un 4 al Nord è una forzatura, dai test PISA non si arriva ad alcuna conclusione del genere.

Inoltre il test PISA si ferma ai quindicenni, non abbiamo alcuna informazione sul percorso successivo, anche qui vorrei capire da dove esce il dato "i 110 e lode si sprecano". In cosa ? In Ingegneria Aereospaziale ? o in Lettere e Filosofia ? o in Sociologia ? o in "Scienze della Comunicazione"?

Perchè io non credo assolutamente che un ingegnere "meridionale" abbia meno capacità o cognizioni di uno settentrionale, tutt'al più quest'ultimo ha la possibilità di rapportarsi a un tessuto produttivo, mentre il primo molto meno, ma le differenze, salvo prova contraria se ce l'hai, si fermano qua.

Sulle lauree umanistiche ho già espresso il mio pensiero in un altro post: carta straccia. Se li includono nelle statistiche non ci posso fare niente, qui, se vuoi, ti do ragione a tonnellate, ma darsi ragione non serve. Servirebbe capire perchè le lauree umanistiche attraggono tanto a fronte di una quasi certa "disoccupazione intelletuale", oltre che a votazioni francamente fuori di testa, almeno al Sud.

Episodio personale (pensavi di essertelo scansato, eh?): due o tre anni fa ricevetti via e-mail un curriculum vitae di una tipa (forse ce l'ho ancora..), laureata a Salerno in Scienza della Comunicazione con 110 e Lode. Si proponeva come segretaria (ambiziosa..) ed era intestato così: "curriculae vitae".