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Il meridione o i meridionali

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 Caro Alberto,

tecnicamente hai ragione. L'italiano è una costruzione artificiale etc.  In pratica, ti rendi conto degli orrendi costi di transazione che sarebbero imposti all'Italia se la proposta della Lega Nord fosse accettata ed attuata coerentemente? Non ridurrebbe la mobilità dei professori, ma anche degli alunni e quindi delle loro famiglie. Pensa ad un quindicenne siciliano che dovesse trasferirsi a Trieste, o viceversa. In quanto pensi sarebbe in grado di imparare il dialetto e quindi di seguire le lezioni? Sei mesi, un anno (mia suocera, di Trieste, sosteneva di non essere in grado di capire Troisi)? E se poi volesse trasferirsi a Torino per seguire l'ultimo anno di liceo, dovrebbe imparare anche il piemontese. E poi perchè il piemontese e non l'alessandrino o l'eporediense Mi sembra che l'Italia abbia abbastanza rogne e ostacoli alla mobilità

Giovanni

tecnicamente hai ragione. L'italiano è una costruzione artificiale etc.  In pratica, ti rendi conto degli orrendi costi di transazione che sarebbero imposti all'Italia se la proposta della Lega Nord fosse accettata ed attuata coerentemente?

Caro Giovanni, l'evidenza empirica che e' disponibile in Europa mostra che le aree dove le lingue locali hanno rango ufficiale non appaiono soffrire alcun costo e svantaggio anzi direi sono le piu' floride, progredite e civili. La proposta della LN non so neanche bene in cosa consista, sembra che il termine "dialetto" pubblicizzato dai giornali ad esempio sia unicamente frutto di disinformazione mediatica. Io semmai mi riferisco alle politiche linguistiche esistenti in Stati europei civili e progrediti.

Pensa ad un quindicenne siciliano che dovesse trasferirsi a Trieste, o viceversa. In quanto pensi sarebbe in grado di imparare il dialetto e quindi di seguire le lezioni? Sei mesi, un anno (mia suocera, di Trieste, sosteneva di non essere in grado di capire Troisi)? E se poi volesse trasferirsi a Torino per seguire l'ultimo anno di liceo, dovrebbe imparare anche il piemontese.

Non mi pare proprio che quanto descrivi accada negli Stati europei dove le lingue locali sono riconosciute. Spero a nessuno venga nemmeno in mente di proporre per l'Italia politiche linguistiche insensate e inesistenti nei Paesi da cui invece sarebbe opportuno imparare.  Nel nostro caso e' evidente che l'italiano (conosciuto e usato dal 86% degli italiani, 40% esclusivamente, 46% congiuntamente ad una o piu' altre lingue) debba rimanere lingua franca in base a considerazioni pratiche e razionali. Almeno oggi come oggi e senza escludere nulla per il futuro, ovviamente.

 Ma di cosa parliamo? Se è tutta una sparata propagandistica, OK. Se ne sentono tante, da tutte le parti.

Ma il thread sottintendeva che non lo fosse - cioè che la Lega volesse veramente imporre il dialetto delle 20 regioni come lingua, almeno parziale di insegnamento.  E questo implicherebbe, preliminarmente, la costruzione di 20 "lingue" regionali. Bisognerebbe fare un vocabolario, una grammatica etc, mettendo d'accordo vari dialetti locali (rodigini e veronesi) etc.  Ricordo a Michele che anche il catalano fu "costruito"alla fine dell'Ottocento e Pompeu Fabra fu uno dei principali artefici  http://en.wikipedia.org/wiki/Pompeu_Fabra

Ricordo a Michele che anche il catalano fu "costruito"alla fine dell'Ottocento e Pompeu Fabra fu uno dei principali artefici  http://en.wikipedia.org/wiki/Pompeu_Fabra

Certo, Giovanni, t'immagini. La cosa interessante è che ci riuscirono! D'altro lato, tu conosci una "lingua lingua" che non abbia attraversato un momento di "costruzione"?

Il problema, credo io, è se ne vale la pena [risposta: se la società civile di una certa area geografica ci spende le proprie risorse ed il tempo per farlo, vuol dire che ci tengono abbastanza, quindi nulla osta] e se questo debba avvenire in modo "oppositivo", come fanno sempre più baschi e catalani a detrimento del castellano, cosa che ritengo socialmente dannosa. Il trilinguismo [va aggiunto l'inglese] mi sembra una cosa banalissima da raggiungere ed economicamente e socialmente salutare. Basta evitare le alzate di scudi nazional-provinciali e le puzze sotto il naso dei piccolo borghesi che ritengono fondamentale parlare l'itagiano, perché il "dialeto" lo parlano solo i buzzurri ...

Re(9): Sega Nord

Michele 30/7/2009 - 17:54

[risposta: se la società civile di una certa area geografica ci spende le proprie risorse ed il tempo per farlo, vuol dire che ci tengono abbastanza, quindi nulla osta]
[...]

Il trilinguismo [va aggiunto l'inglese] mi sembra una cosa banalissima da raggiungere ed economicamente e socialmente salutare.

Sono d'accordo. Il problema e' che la proposta del dialetto e' nata con l'intento di favorire candidati regionali per le rendite di posizione. Non si tratta della rivendicazione di un gruppo che mira ad affermare una certa lingua e cultura. Questo ce lo avete aggiunto voi dopo.

Lo dici pure tu, se abbastanza gente ha voglia di sbattersi per realizzarlo, non c'e' problema. Io non vedo pero' tutta questa gente...

Imporlo per decreto mi sembrerebbe una porcata. per questo, se dobbiamo spendere tempo e risorse dall'alto, meglio cercare di far imparare meglio le lingue straniere.

Ma il thread sottintendeva che non lo fosse - cioè che la Lega volesse veramente imporre il dialetto delle 20 regioni come lingua, almeno parziale di insegnamento.

La LN non l'ha mai proposto che io sappia, al piu' qualcosa del genere corrisponde alla deformazione propadandistica- giornalistica di un emendamento della LN che ora e' visibile sui siti web dei giornali.