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Il meridione o i meridionali

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a) dimostrare che si può, a colpi di delibere e decreti imporre una lingua, basta solo cominciare e poi le rose fioriranno;

La storia mostra il contrario di questo: ancora nella prima guerra mondiale i battaglioni di contadini di tutte le regioni italiane venivano decimati per fucilazione anche perche' non capivano gli ordini in italiano. Come scrive T.DeMauro l'italiano si afferma tra le masse solo con la TV negli anni '60. I decreti e perfino l'istruzione obbligatoria  non hanno garantito quasi alcun successo all'italianizzazione.

b) dimostrare che il processo che ha condotto all'affermazione della lingua nazionale ha conculcato le diversità linguistiche locali. Da quello che leggo sembra che quel processo di affermazione del monolinguismo sia stato percepito come negativo od odiosamente intollerante delle diversità...non capisco però perchè se quel processo è così riprovevole, allora lo si debba replicare, su base locale. L'italiano è stato imposto e la cosa non era giusta? Perchè imporre ora il sardo sull'Italiano. E qui veniamo all'altra questione

L'atteggiamento delle elites italiane nei confronti delle lingue locali e' stato costantemente irrispettoso e disonesto, questo e' un fatto storico. Tullio De Mauro scrive

[...] a onta della retorica dell'italianita' concepita come
omogeneita', a onta di politiche scolastiche e di sordita' culturali
(e anche civili) che hanno indotto, dall'unita' politica ai nostri
giorni, a occultare o a cercare assurdamente di combattere la nativa
pluralita' idiomatica, se nel confronto europeo e mondiale qualcosa
vi e' di fondamentalmente e specificamente italiano e' proprio la
tenace, millenaria persistenza delle differenziazioni linguistiche
(e culturali) delle popolazioni che hanno convissuto e vivono nello
spazio "che Appennin parte, e il mar circonda e l'Alpe".

Poi non e' proponibile nella realta' odierna alcuna similitudine tra l'imposizione dell'italiano (scuole, leggi, tribunali, concorsi) e un concetto inesistente e implausibile di "imporre ora il sardo sull'Italiano" o qualunque altra lingua locale.  Il massimo che accade in Italia, e che plausibilmente non accadra' mai in Piemonte, Lombardia e Veneto, e' la proporzionale linguistica vigente in Alto Adige, dove non c'e' alcuna imposizione del tedesco sull'italiano ma piuttosto pari dignita'. Li' a forza di bombe, voto politico compatto e resistenza culturale la locale popolazione tedesca e' riuscita a difendere il diritto di accedere proporzionalmente ai posti pubblici, sconfiggendo la cololizzazione italiana avviata nel ventennio fascista.