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Il meridione o i meridionali

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vorrei sapere se questo irredentismo linguistico è davvero sentito dalla popolazione locale o se non sia invece una proposta della Lega

Ti ha risposto Alberto sotto e confermo: forse in Veneto, in Lombardia la situazione è complessa.

Molti si esprimono preferibilmente in dialetto, quasi nessuno lo imporrebbe a scuola.Per semplici ragioni pratiche: abito a Lumezzane, 20 km da Brescia, e col dialetto ci si capisce a fatica (noi capiamo loro, ma non viceversa), nessuno capirebbe un milanese e gia coi bergamaschi si fatica un po'.

Che faccio, assumo solo prof lumezzanesi DOC? Anche all' ITIS che è una sezione staccata di quella di Brescia? Per poi formare gente che per fatica a capirsi con gli abitanti di Sarezzo (confinante)? La gente di qui è troppo pragmatica per farsi affascinare da idee simili.

Credo che la situazione sia analoga in gran parte d' Italia.

Molti si esprimono preferibilmente in dialetto, quasi nessuno lo imporrebbe a scuola.Per semplici ragioni pratiche: abito a Lumezzane, 20 km da Brescia, e col dialetto ci si capisce a fatica (noi capiamo loro, ma non viceversa), nessuno capirebbe un milanese e gia coi bergamaschi si fatica un po'.

In Lombardia c'e' una importante linea di separazione linguistica tra lombardo orientale e occidentale, approssimativamente corrispondente con l'Adda.  Tuttavia, parlanti di lombardo orientale (Bergamo e Brescia) che siano istruiti e cooperativi non hanno problemi di intercomprensione.  Parlanti di lombardo orientale istruiti e motivati hanno pochi problemi a comprendere il lombardo occidentale, mentre relativamente maggiori problemi hanno i lombardi occidentali a comprendere il lombardo orientale.

Tuttavia questa situazione storica non ha mai creato particolari problemi.  Nell' "Albero degli zoccoli" di Olmi c'e' una scena dove (mi e' stato raccontato) un vescovo di Milano parla in lombardo occidentale con un prete che parla la lingua locale, lombardo orientale, e si capiscono completamente senza problemi, come storicamente sara' sempre avvenuto per gli strati istruiti di due popolazioni contigue e soggette a frequenti interazioni.

In definitiva, la variabilita' delle parlate e' un fenomeno naturale esistente ovunque, e non rappresenta alcun problema per l'introduzione di un bilinguismo basato su koine' linguistiche intercomprensibili con le varianti.  Sempre che ci sia il necessario livello di consenso democratico, questa dovrebbe essere la linea guida una volta sgombrati gli argomenti pretestuosi dei fautori del monolinguismo.

In Lombardia c'e' una importante linea di separazione linguistica tra lombardo orientale e occidentale, approssimativamente corrispondente con l'Adda.

Innegabile.

Parlanti di lombardo orientale istruiti e motivati hanno pochi problemi a comprendere il lombardo occidentale, mentre relativamente maggiori problemi hanno i lombardi occidentali a comprendere il lombardo orientale.

Sarà che non sono abbastanza istruito: non solo non capisco una parola di Milanese, ma a Brescia capiscono il mio dialetto molto meno dello spagnolo.

Nell' "Albero degli zoccoli"...

Abbi pazienza ma mi fido più della mia esperienza: Bresciani e Bergamaschi parlano un dialetto molto simile ma si capiscono a fatica (e vanno molto meglio i vecchietti semianalfabeti delle malghe che non i giovani laureati).Con Mantovani e Cremonesi va anche peggio.

Se credi incolpa la scuola e la TV centralista, ma la situazione sul campo è questa.

Se credi incolpa la scuola e la TV centralista, ma la situazione sul campo è questa.

OK ti credo Marcello, archivio tutto come testimonianza sul campo.

Rimango personalmente convinto tuttavia che due lombardi madrelingua che abbiano interesse reale a comprendersi (per chiedere un'informazione, o contrattare il prezzo ad un mercato) non abbiano particolari problemi a capirsi.  Dario Fo non inventa nulla di implausibile quando afferma che in tutta la Padania esisteva una lingua franca intercomprensibile fin dal tempo dei trovatori. L'istruzione obbligatoria in italiano, l'atteggiamento culturale benpensante che il dialetto sia solo una variante rozza e incolta dell'italiano, hanno avuto l'effeto di rendere meno frequente e meno socialmente qualificante comunicare in dialetto, atrofizzando le capacita' pur storicamente presenti. E' un'opinione personale ovviamente ma confermata da lombardi madrelingua culturi delle lingue locali con cui ho discusso la materia.