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Il meridione o i meridionali

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Tutto vero, Sandro. Si dà il caso, son certo che te ne sei accorto da solo, che il tuo argomento funziona perfettamente anche se a "rodigino" sostituiamo "italiano" ...

On the specifics. Mi sembra chiaro che la cosa sia stata motivata dall'episodio provincia di Vicenza, nel quale le rendite mi sembra andassero dalla parte di chi abusa il sistema. Risposta miope che non risolve il problema? Forse, ma mi chiedo su due piedi se ne esiste una rapidamente implementabile e migliore. In secondo luogo, anche a Barcelona per insegnare la matematica non serve sapere il catalano, eppure esso viene richiesto (e per le scienze e tutto il resto). Idem a Bilbao, eccetera.

È fatta con i piedi la proposta leghista? Certo, essa riflette il livello culturale e la piaggeria politica della dirigenza leghista, sulla quale non torno per una volta. Ma riflette anche, cosa a mio avviso più importante, un problema che evidentemente scotta a fronte dei tagli di bilancio da un lato e dell'abuso del sistema dall'altro.

È vero, se imitassero completamente la Catalunya dovrebbero richiedere che tutto venisse insegnato in lombardo, o in veneto, o in friulano ...

Si dà il caso, son certo che te ne sei accorto da solo, che il tuo argomento funziona perfettamente anche se a "rodigino" sostituiamo "italiano" ...

Si, certo. Non ho particolare affezione all'italiano, per quel che mi riguarda lo possiamo anche sostituire con altra lingua. Mi sembra però che nessuno stia chiedendo di scartare l'italiano per mettere, che so, l'inglese e il francese come lingua principale di insegnamento. La scelta della lingua in cui insegnare a scuola è una scelta politica. Dal fatto che non esistono movimenti seri che chiedono che si insegni in lingua diversa dall'italiano, deduco che agli italiani sta bene così. O meglio, e per essere più precisi: dove le popolazioni locali ci tengono seriamente all'uso di una lingua diversa dall'italiano (e.g. in alto adige) la cosa è già stata attuata. Negli altri posti tanta urgenza di sostiture l'italiano con altro non sembra esserci.

Mi sembra chiaro che la cosa sia stata motivata dall'episodio provincia di Vicenza,

Non so molto dell'intera vicenda. Dagli articoli di giornale sembra però che questa sia una richiesta che la Lega ha fatto da tempo, e che ora si sia arrivati al dunque. A me in verità sembra una scelta perfettamente in linea con il modus operandi della Lega. Da tempo hanno abbandonato una qualunque strategia di riduzione del peso dello stato e si concentrano principalmente sul catturare parte delle rendite per il loro elettorato.

In secondo luogo, anche a Barcelona per insegnare la matematica non serve sapere il catalano, eppure esso viene richiesto

Il catalano a Barcelona viene richiesto perché è la lingua di insegnamento, sia per la matematica sia per tutto il resto. Niente da obiettare al riguardo. Come detto prima, la lingua in cui si insegna è una scelta politica e i catalani hanno democraticamente scelto, appena è stata loro l'occasione, che sia il catalano. Non avrei nemmeno niente da obiettare se i lombardi decidessero che nelle loro scuole si insegna in ''lombardo'', una lingua che prima però dovrebbe essere creata a partire dal milanese, bergamasco, bresciano etc. Ripeto sono scelte politiche che riflettono le preferenze della popolazione e io non ci metto becco.

La cosa a cui obietterei è un regime in cui nelle scuole catalane l'insegnamento della matematica (e di tutto il resto) è in castellano, ma così giusto per rompere le palle non ti assumono se non sai che in catalano ''muy bien'' si dice ''molt be'' oppure ''llamar'' si dice ''trucar''; oppure se non sai quanti abitanti aveva Tarragona ai tempi dei romani. Simili misure servirebbero solo a fini protezionistici e di limitazione della concorrenza, senza nessun effetto di promozione della lingua e della cultura. La proposta della Lega è di questo tenore.

A me in verità sembra una scelta perfettamente in linea con il modus operandi della Lega. Da tempo hanno abbandonato una qualunque strategia di riduzione del peso dello stato e si concentrano principalmente sul catturare parte delle rendite per il loro elettorato.

Condivido. Hanno deciso di imitare, da dilettanti, CiU ... Gli do torto? Ovviamente, visto che ne dico peste e corna con alta frequenza! Ma, visto che fanno politica in Italia, vogliono il potere e le regole del gioco sembrano quelle che sono, mi risulta difficile prendermela sempre e solo con loro! Molte volte ho semplicemente l'impressione che siano degli sprovveduti che giocano a rimpiattino con un avversario molto, ma molto più furbo e sofisticato. Altre volte, ovviamente, mi sembra siano solo dei mascalzoni o peggio. Però non trovo convincente dar loro torto sempre, soltanto per partito preso. Anche perché, il partito non l'ho "preso" ... Su molte questioni la Lega ha saputo vedere il problema laddove il resto della casta non lo vedeva o si rifiutava di vederlo. Che non abbiano saputo risolverlo, condivido, per questo ritengano abbiano fallito e tradito i loro stessi elettori. Ma i problemi li hanno visti, ed in questo caso mi sembra vedano un problema reale. Che è poi quello che tu dici: visto che ci sono tutte queste belle rendite pubbliche, visto che non si eliminano manco morte morire e visto che le pagano, per il grosso, quelli del Settentrione ... beh, allora magnamo un po' anche noi, no?

La cosa a cui obietterei è un regime in cui nelle scuole catalane l'insegnamento della matematica (e di tutto il resto) è in castellano, ma così giusto per rompere le palle non ti assumono se non sai che in catalano ''muy bien'' si dice ''molt be'' oppure ''llamar'' si dice ''trucar''; oppure se non sai quanti abitanti aveva Tarragona ai tempi dei romani. Simili misure servirebbero solo a fini protezionistici e di limitazione della concorrenza, senza nessun effetto di promozione della lingua e della cultura. La proposta della Lega è di questo tenore.

Di nuovo, Sandro, condivido. Ma, se vai indietro di trent'anni e chiedi agli amici catalani, vedrai che in Catalonya è iniziato più o meno così. Si è cominciato a richiedere che gli insegnanti lo sapessero, poi hanno cominciato ad insegnarlo un po', poi hanno richiesto che si usasse per il grosso delle materie, poi ... ora se un commerciante di Barcelona o LLeida non sa parlare in catalano e non si rivolge in catalano ai clienti che lo richiedono, si becca una ben salata multa! [No, NON sto scherzando ragazzi: il totalitarismo che il revanscismo provincial-linguistico può generare fa paura assai ... anche per questo è meglio affrontare i problemi di questo tipo prima, perché poi tornano indietro come boomerangs, ed ingigantiti!]

Re(4): Sega Nord

lugg 29/7/2009 - 12:16

La cosa a cui obietterei è un regime in cui nelle scuole catalane l'insegnamento della matematica (e di tutto il resto) è in castellano, ma così giusto per rompere le palle non ti assumono se non sai che in catalano ''muy bien'' si dice ''molt be'' oppure ''llamar'' si dice ''trucar''; oppure se non sai quanti abitanti aveva Tarragona ai tempi dei romani. Simili misure servirebbero solo a fini protezionistici e di limitazione della concorrenza, senza nessun effetto di promozione della lingua e della cultura. La proposta della Lega è di questo tenore.

Sono d'accordo con l'affermazione, e mi viene una domanda: in Catalogna i test di conoscenza della lingua vengono pagati con fondi locali? Perche' se paga Pantalone, qui li farebbero subito tutti, e scusate la franchezza.





dove le popolazioni locali ci tengono seriamente all'uso di una lingua diversa dall'italiano (e.g. in alto adige) la cosa è già stata attuata. Negli altri posti tanta urgenza di sostiture l'italiano con altro non sembra esserci.

Questo lo decideranno gli elettori al momento delle prossime elezioni. Non vedo perche' la situazione debba essere cristallizzata alla data di oggi.  Il mondo evolve. In ogni caso in AA il tedesco convive con l'italiano e non lo ha sostituito. E ricordo che si tratta di una delle province piu' ricche, istruite e civili del Belpaese.

Simili misure servirebbero solo a fini protezionistici e di limitazione della concorrenza, senza nessun effetto di promozione della lingua e della cultura. La proposta della Lega è di questo tenore.

Come ha spiegato per es. Cota queste proposte sono invece migliorative della penosa situazione vigente, in cui i titoli usati per le graduatorie non solo sono inaffidabili ma mediamente sono superiori per chi ha competenze piu' scadenti.  Sicuramente si puo' fare piu' e meglio ma contesto che anche quella proposta presa alla lettera si possa considerare svantaggiosa per gli elettori della Lega.  Al contrario l'evidenza empirica esistente indica che quella proposta possa contribuire a far progredire le province degli elettori della LN verso standard migliori di istruzione, ricchezza e miglior funzionamento degli apparati statali che si possono ben misurare in Alto Adige.