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Il meridione o i meridionali

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Ovviamente condivido le analisi di Alberto e Michele. Non potrebbe essere altrimenti. Voglio solamente commentare uno dei punti di Michele. Quello sulle preferenze rivelate.

Se non lo fanno, se proprio non ci provano (come, aldilà delle chiacchere, sembra essere il caso) vuol dire che non vogliono, no? Che a loro non interessa. Che gli sarebbe andato bene se X fosse rimasto, gratuitamente per così dire, a tirare la carretta per loro. Ma se è il caso di compensarlo per questo, allora non conviene più. Si chiamano "preferenze rivelate" io direi.

 

La mia interpretazione del pensiero di Michele e' la seguente. V'e' una parte (minoritaria direi) degli Italiani residenti cui l'argomento delle preferenze rivelate certamente si applica. Il problema (per lo sviluppo del Paese) e' che uno sottoinsieme di tale minoranza consiste dell'oligarchia che governa -- governa in senso lato. Si tratta, come si sa, dell'alleanza tra classe politica (di tutti i colori), famiglie buone (coloro che si definiscono imprenditori ma altro non sono se non mendicanti di rendite monopolistiche), e crimine organizzato. Un'alleanza che governa grazie all'appoggio esterno del sindacato.

Gli altri (la maggioranza dei residenti) sicuramente avrebbero solamente benefici dal rientro di molti espatriati con alto capitale umano (o dalla venuta di stranieri con le medesime caratteristiche). A loro l'argomento delle prefrerenze rivelate non si puo' applicare. Tra questi concittadini, molti hanno coscienza della situazione, ma si sentono impotenti. Altri invece, per pura ignoranza, non capiscono che certe politiche avrebbero effetti opposti a quelli che gli oligarchi vorrebbero far loro credere.

Il mio bottom line e' che il problema vero dell'Italia del 2009 e' che non e' una democrazia. Politiche pubbliche che sarebbero nell'interesse della maggioranza non solo non arrivano in Parlamento. Non vengono neppure discusse sui media! Ovviamente perche' i media sono nelle mani dell'oligarchia, la quale controlla in maniera perfetta l'accesso alla politica. Si veda il diktat anti-Grillo da parte del PD.

 

Il mio bottom line e' che il problema vero dell'Italia del 2009 e' che non e' una democrazia. Politiche pubbliche che sarebbero nell'interesse della maggioranza non solo non arrivano in Parlamento. Non vengono neppure discusse sui media! Ovviamente perche' i media sono nelle mani dell'oligarchia, la quale controlla in maniera perfetta l'accesso alla politica. Si veda il diktat anti-Grillo da parte del PD.

Sono d'accordo sul controllo sull'accesso alla politica. Pensi che sia una condizione che si possa cambiare?
Io non sono convinto che alla maggioranza degli Italiani sia cosi' chiara la situazione e il costo che gli e' imposto. Certo gli Italiani sono scontenti, pessimisti e arrabbiati, ma non penso che capiscano fino in fondo la situazione da te descritta.

D'accordo, con un'aggiunta.

La visione di Michele, che condivido, non deve necessariamente includere il diritto alla mobilita'? Ovvero il diritto di uscire, ma anche di entrare in un'associazione protettiva/Stato?

Che diritto hanno gli stati di porre limiti a questo diritto? La violazione del diritto alla mobilita' che i l'URSS commetteva nei confronti dei suoi cittadini impedendogli di uscire, non e' analoga e simmetrica alle barriere all'accesso chiamate ipocritamente "politiche dell'immigrazione"? Gli interessi protezionistici dei cittadini di uno Stato possono prevalere sul diritto individuale alla mobilita' (che sia in entrata o in uscita)?

 

E questa la scolpiamo nella pietra!

Grazie