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Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

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se il recupero dell’evasione fosse utilizzato temporaneamente come una sorta di imposta straordinaria, tipo la “tassa per l’Europa”, non mi sembrerebbe una soluzione improponibile.

Arieccolo, Prodi 2, il ritorno ......

Forse non dovrei più stupirmi, ormai, ma - davvero - considero deprimente leggere ancora qualcuno che ritiene accettabile un ulteriore aumento delle imposte, finalizzato a nobili intenti di qualunque tipo. Non rendersi conto che la quota di economia intermediata dalla mano pubblica sia, qui, così alta da garantirci lo straordinario privilegio di vivere ed operare nell'ultimo paradiso del socialismo reale, significa chiudere entrambi gli occhi aspettando che la carrozza, a mezzanotte, torni ad essere la zucca che era ...... oppure - sarò, volutamente e scientemente, politicamente scorretto - servire gl'interessi di chi vorrebbe far credere al popolo bue qualunque panzana utile a mantenere lo status quo.

Riguardo al punto 1, mi pare che ci sia un certo accordo sul fatto che il sostegno ai consumi si fa intervenendo a favore dei redditi bassi; e siccome i soldi da qualche parte bisogna prenderli, o si fa altro deficit, o si tassano di più i redditi alti.

Nient'affatto. Le risorse andrebbero prese dove si trovano scorrettamente allocate, ossia nelle rendite di posizione, ad esempio liberalizzando i mercati protetti ed eliminando i piccoli monopoli pubblici locali, ed anche razionalizzando l'impiego pubblico avendo come stella polare il cliente anziché l'operatore. Poi, sebbene forse le cifre totali in gioco non siano rilevanti, un segnale positivo sarebbe costituito dalla fine di privilegi sbagliati, che non sono solo i compensi della politica: con un interlocutore del mestiere mi pare giusto ricordare che oggi, qui a Firenze, si è parlato anche dei finanziamenti all'editoria. Sostanzialmente, una vergogna ....